di Chia.Fa.
Hanno incrociato le braccia alle 10 i lavoratori del sito di Terni che lunedì mattina hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per i tre i turni (10-14, 18-22, 2-6) a cui hanno aderito tutte le tute blu in organico allo stabilimento del gigante francese, dove gli impianti sono stati quindi fermati.
Nuovo sciopero Al centro della nuova protesta ci sarebbe l’irrigidimento delle relazioni sindacali con i manager che le Rsu hanno incontrato giovedì scorso quando è stato, una volta di più, manifestato aperto dissenso sulle azioni non concordate su ferie e straordinari. Nell’ambito del confronto non sarebbero, però, emerse aperture da parte dei vertici aziendali che al momento non avrebbero ancora fornito risposte ai rappresentanti dei lavoratori, preferendo a quanto pare procedere sul solco già tracciato all’indomani della complessa firma arrivata sull’accordo, inizialmente bocciato dagli operai col referendum. Da qui lo sciopero indetto lunedì mattina da Uilm-Uil e Fiom-Cgil, seguite a ruota dalla Fim-Cisl, permettendo così da centrare l’adesione totale delle tute blu.
Assemblee Nel pomeriggio, dalle 18 alle 20, sono state convocate le assemblee di Faurecia nell’ambito delle quali, questo risulta, saranno definite nuove iniziative di protesta che potrebbero, ancora una volta, tradursi in un nuovo sciopero. Le ipotesi al vaglio prevederebbero quattro ore di stop venerdì e otto ore sabato con gli impianti che si fermerebbero tre volte nell’arco di una settimana, salvo naturalmente aperture da parte dei vertici aziendali. La tensione in Faurecia resta, dunque, altissima nonostante la firma apposta dalle organizzazioni sindacali sull’accordo triennale che prevede una riduzione del salario pari al 3% per il 2016, del 2% per il 2017 e dell’1% per il 2018 a cui fanno da contraltare 10 milioni di investimenti che il gigante francese tra i più grandi produttori mondiali di componenti per automobili si è impegnata a compiere sul sito di Terni.
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