Il sito Faurecia di Terni

di Chiara Fabrizi

I lavoratori di Faurecia hanno raccolto quasi 170 firme per chiedere ad azienda e sindacati di indire nuovamente il referendum e sottoporre alle 220 unità in organico al sito di Terni l’ipotesi di accordo sottoscritta tra le parti il 22 luglio e bocciata con uno scarto di 3 voti lo scorso 30 luglio, quando votarono 171 lavoratori e prevalse il no all’accordo con uno scarto di 3 voti.

Raccolta firme lavoratori Faurecia In virtù dell’iniziativa delle tute blu, ma anche del taglio al personale annunciato martedì dai vertici dell’azienda, mercoledì i rappresentanti dei metalmeccanici Gino Bernardini, Simone Liti, Nicola Pasini e Claudio Cipolla, sono tornati a incontrare l’amministratore unico del sito di Terni, Ercole Di Girolamo, e la dottoressa Simonetta Timpani, nel tentativo di ricucire lo strappo e scongiurare la messa in mobilità di trenta lavoratori, la riorganizzazione del lavoro e delle pause, ma anche lo stop alla contrattazione di secondo livello annunciate martedì da Faurecia.

IL VERBALE DEL SUMMIT

Licenziamenti congelati fino al 31 agosto In questo senso, Di Girolamo si è reso disponibile a congelare le lettere di licenziamento e concedere un mese di tempo ai sindacati per capire se alla raccolta firme possa corrispondere un’adesione dei lavoratori all’accordo bocciato col referendum. Nel dettaglio l’ipotesi che sembra tornare in pista prevede una riduzione del salario del 3% per il 2016, del 2% per il 2017 e dell’1% per il 2018, 10 milioni di investimenti e il mantenimento dei livelli occupazionali con la mobilità delle trenta unità che diventerebbe su base volontaria.

Sciopero revocato e assemblee retribuite Per giovedì 6 agosto, in reazione ai tagli e ai provvedimenti annunciati dall’azienda, i sindacati avevano indetto due ore di sciopero per i due turni durante le quali sarebbero state organizzate assemblee per discutere le modalità di mobilitazione. Alla luce dell’esito del summit, lo sciopero è stato di fatto revocato e le assemblee saranno retribuite dall’azienda a cui le organizzazioni sindacali entro la fine del mese si sono impegnate a comunicare l’eventuale adesione delle maestranze all’ipotesi di accordo già nota e bocciata.

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