di Daniele Bovi
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Rallenta negli ultimi tre mesi del 2012 la crescita delle esportazioni umbre. Nel quarto trimestre dell’anno scorso infatti, come certifica l’Istat nello studio diffuso mercoledì, è stato portato all’estero il 5,3% in più delle merci rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel primo trimestre 2012 il segno più era stato del 5,5%, del 9,6% nel secondo e dell’8,1% nel terzo. Complessivamente così il 2012 delle (poche) imprese della regione impegnate sui mercati mondiali si chiude con un +7,6%, superiore alla performance del Centro Italia (+6,3%) e del Paese nel suo insieme (+3,7%). In euro il +7,6% si traduce in 3,878 miliardi di euro di merci vendute: 274 milioni in più rispetto all’anno precedente.
I dati Oltre 940 milioni, per la precisione 946, il valore dei beni esportati dall’Umbria nel primo trimestre, 1,026 miliardi nel secondo, 940 nel terzo e 966 nel terzo. Lo studio dell’Istituto nazionale di statistica conferma poi un trend già visibile negli scorsi mesi, ovvero una contrazione dell’export verso i Paesi dell’Ue (-3,2%) e un forte incremento verso quelli extra Ue (+23,2%). Sebbene l’Umbria parta da un livello più arretrato rispetto a quello di altre regioni e abbia una propensione all’esportazione bassa, il dato positivo consiste nell’aver recuperato e migliorato, già dal 2011, il livello pre-crisi. Nel 2008 infatti furono esportate merci per 3,4 miliardi, poi il tracollo del 2009 (2,6) e la leggera ripresa del 2010 (3,1 miliardi).
I settori A livello settoriale i risultati migliori sono quelli di agricoltura e pesca (+54,4%), che significa un aumento della quota nazionale dall’1,3 al 2,1%, e di computer, elettronica e ottici (+67,9%). Bene anche i metalli di base (+18,4%), i prodotti farmacologici, chimici e botanici (+12,6%), quelli cartacei (+19,6%), le sostanze e i prodotti chimici (6,3%). Crescita più modesta invece per mobili (+2,1% mentre il settore legno nel complesso avanza del 13%), alimenti, bevande e tabacco (+2,7%) e abbigliamento (+9,5%). I dati definitivi confermano poi come il 2012 sia stato un anno da dimenticare per il settore estrattivo: minerali, cave e miniere arretrano del 36% e perdono quasi la metà delle loro quote sul totale nazionale del settore (dall’1,6 allo 0,9%). Male anche apparecchi elettrici (-15%), articoli in gomma (-14%) e tessili (-5,4%).
Così in Italia A livello nazionale invece le regioni che contribuiscono maggiormente alla crescita dell’export nel 2012 (spiegando quasi l’80% dell’aumento delle esportazioni nazionali) sono Lombardia (+3,7% la variazione sull’anno precedente), Sicilia (+21,2%), Toscana (+6,9%), Emilia-Romagna (+3,1%) e Sardegna (+21,5%). In espansione sui mercati esteri l’Istat, oltre l’Umbria, individua come regioni «particolarmente dinamiche», Puglia (+7,3%), Marche (+6,0%), Lazio (+5,1%) e Liguria (+4,1%). Sensibili flessioni si registrano per Basilicata (-17,5%) e Friuli-Venezia Giulia (-8,9%).
