di Chiara Fabrizi
È convocato per venerdì pomeriggio nella sede di Confindustria il nuovo tavolo tra i vertici della Ims, ex-Pozzi, e i sindacati. Il focus dell’incontro sarà, per forza di cose, l’immediato futuro dei trecento lavoratori in organico al polo metallurgico di Spoleto. Sì, perché la cassa integrazione ordinaria richiesta ai primi di agosto e attivata il 29 dello stesso mese è agli sgoccioli. E a quanto pare in questa fase estremamente delicata la proprietà sarebbe intenzionata a chiedere una seconda tranche di cig. Insomma, altre tredici settimane nell’attesa che le difficoltà finanziarie della Ims, ex-Pozzi, trovino risposte e che il mercato di riferimento dia un qualche segnale positivo.
Probabili altre tredici settimane di cig Al momento sembra scongiurata l’ipotesi, ventilata nei mesi scorsi e decisamente più allarmante, di far ricorso alla cassa integrazione straordinaria. È infatti molto probabile che venerdì nella sede della Confidustria regionale la proprietà tornerà ad ufficializzare, come fece ai primi di agosto negli stessi uffici, la richiesta di una seconda tranche di cig che preventivamente potrebbe tornare a interessare tutta la forza lavoro, oltre trecento operai. Anche perché nonostante la lunga serie di incontri susseguitesi nel mese di ottobre tra le istituzioni e i vertici del Casti Group, il gruppo varesino proprietario della Ims, le difficoltà finanziarie all’origine della crisi non sembrano ancora avere trovato una soluzione.
Non ci sono commesse A quanto pare poi ad oggi non ci sarebbero commesse e la produzione sarebbe pressoché al palo. E tra gli operai la tensione è alle stelle. «Non sappiamo nulla – spiega un lavoratore – io sono a casa da settimane ma a quanto mi risulti la produzione è praticamente ferma, siamo preoccupati e aspettiamo con ansia la fine dell’incontro di venerdì per capire cosa ne sarà di noi».
I sindacati L’incontro però sarà anche l’occasione per cercare di fare chiarezza sul piano di rilancio dell’azienda e sugli investimenti. Se da un lato è evidente che il focus centrale sarà dedicato al profilo occupazionale, dall’altro i sindacati hanno già annunciato di voler comprendere anche una serie di aspetti ritenuti cruciali per il futuro del polmone produttivo della città di Spoleto. Piano industriale in primis.

