di Chiara Fabrizi
Un centinaio di lavoratori ancora imbrigliati nel groviglio giudiziario che rischia di soffocare la filiera uova della ex Novelli e il marchio Ovito se non arriverà un accordo tra i curatori fallimentari (Marco Bartolini per il Gruppo Novelli e da Fernando Caldiero per Alimentitaliani) e soprattutto una gara di vendita. Sono tornati in pressing i sindacalisti delle sigle alimentari di Cgil, Cisl e Uil che, martedì mattina, hanno incontrato Caldiero e anche il custode giudiziale delle società agricole Fattorie Novelli sotto sequestro Ugo Celestino, chiedendo al primo di arrivare a un accordo con Bartolini in tempi stretti e aprire così altrettanto rapidamente a un bando di vendita della filiera delle uova.
«Subito accordo tra curatele e vendita» Secondo quanto emerge, infatti «il 5 aprile è in programma un incontro tra le assemblee dei creditori del Gruppo Novelli e Alimentitaliani, che rappresenta il primo passo per cercare di arrivare al possibile accordo tra i tribunali di Terni e Castrovillari (Cosenza)», su cui i sindacati vorrebbero chiudere il cerchio nell’arco di un paio di settimane. E questo per evitare rischi a metà maggio, quando il tribunale di Terni dovrebbe decidere sul ricorso di Bartolini, che se accolto riporterebbe le lancette indietro di oltre due anni, precisamente al dicembre 2016, quando l’industria fu ceduta a un euro a Saverio Greco (Alimentitaliani), arrestato nei giorni scorsi. Ma l’agognato patto tra Bartolini e Caldiero è atteso ormai da mesi e, anche per questo, sull’atto finale sollecitato dai sindacati c’è ancora molta incertezza: «Resta forte la nostra preoccupazione, poiché – scrivono in un messaggio circolato tra i dipendenti i sindacalisti Fioretti, Tedeschi, Menichini, Sciaboletta e Dezi – i tempi stringono e non c’è ancora una soluzione condivisa che salvaguardi i lavoratori e la filiera uova». In questo senso, si continua a lavorare in esercizio provvisorio, come avviene dalla revoca a Eurovo dell’affitto, con gli stipendi che comunque continuano a essere pagati regolarmente. Tuttavia i rappresentanti dei lavoratori rilevano anche come «sia indispensabile effettuare investimenti sulle strutture», a cominciare dagli allevamenti in gabbia che dovrebbero essere trasformati in allevamenti a terra per rispondere alla domanda del mercato. Anche per questo i sindacalisti spingono per l’accordo che permettere di arrivare a una procedura di cessione trasparente della filiera delle uova di ex Novelli, vincolata alla presentazione di un piano industriale. «Il curatore Caldiero – hanno detto i sindacalisti – fa presente che se si giungesse a un accordo potrà predisporre un bando di vendita, ma i tempi stringono e visti i precedenti chiediamo chiarezza, trasparenza e responsabilità per assicurare continuità alle produzioni e tenere alla larga soggetti imprenditoriali poco chiari».
@chilodice
