Lavoratori ex Novelli davanti allo stabilimento di Spoleto

di Chiara Fabrizi

Quarantotto ore di passione per i lavoratori di Fattorie Novelli a cui il liquidatore, l’avvocato Maurizio Salari, ha comunicato l’impossibilità di procedere al pagamento della 14esima mensilità. Uno scenario, questo, che ha subito creato enorme apprensione tra le maestranze del comparto uova, che da mesi lavorano a mezzo servizio con la copertura della cassa integrazione, ricevendo buste paga che non superano mai gli 800 euro.

Fattorie Novelli, slitta la 14esima Per questo nella serata del 3 maggio i rappresentanti sindacali sono riusciti a ottenere un incontro con Salari e soprattutto l’anticipazione al 9 maggio del pagamento dello stipendio di competenza, mentre il 50 per cento della 14esima sarà versata tra il 16 e il 20 maggio e l’altra metà entro il 30 luglio. I lavoratori, insomma, dovranno comunque attendere diversi mesi per mettersi in tasca la spettanza che avrebbe dovuto essere versata entro il 30 aprile. Nella comunicazione con cui Salari il 2 maggio ha annunciato il mancato pagamento della 14esima si legge che «dobbiamo prepararci a resistere ancora per almeno cinque mesi, contenendo il più possibile le perdite».

La comunicazione di Salari Ricordando che Fattorie Novelli è in liquidazione da circa 14 mesi, Salari evidenzia come sul ramo uova della ex Novelli «si confidava in uno sblocco della situazione quantomeno nel primo trimestre di quest’anno, ma così non è stato, pur essendoci segnali di interesse». Il liquidatore scrive anche che «nel frattempo le perdite di Fattorie Novelli, che sconta una debolezza strutturale cui non si può far fronte nell’ambito di una procedura liquidatoria, hanno continuato ad accumularsi, anche se il periodo pasquale ha registrato, come sempre, un incremento dei volumi produttivi».

Asta e cooperativa di lavoratori Come noto sul ramo uova della ex Novelli il 25 maggio scadrà la terza asta vendita per circa 7 milioni di euro, dopo che due tentativi sono andati deserti. Se nessuno si farà avanti, il 70 per cento della forza lavoro del ramo uova è pronto a impegnarsi per tentare di rilevare il ramo d’azienda con la formula dell’affitto triennale.

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