«Il Ministero dello Sviluppo Economico sottoscriverà con le Regioni Marche e Umbria, il 18 marzo prossimo, l’atto integrativo relativo alla proroga di due anni dell’accordo di arogramma sull’ex Antonio Merloni, così come avevamo richiesto. La firma è un provvedimento significativo, non solo formale, visto che l’accordo scade questo mese: si garantisce così un ulteriore e congruo periodo per sostenere il rilancio della crescita e dell’occupazione del territorio». Ad annunciarlo è il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca alcune ore dopo la lettera dei sindacati che, rivolgendosi al sottosegretario De Vincenti, avevano chiesto al governo di intervenire.
La proroga L’accordo di programma riguarda gli interventi di reindustrializzazione delle aree coinvolte dalla crisi del gruppo Antonio Merloni. «Oltre alla proroga – aggiunge Spacca – stiamo lavorando con il Ministero sulla rimodulazione dei contenuti dell’accordo per una una maggiore semplificazione e la rimozione di eccessive rigidità. Si tratta di operazioni indispensabili per lo sblocco dei 35 milioni di euro di risorse nazionali, ancora completamente inutilizzati, a sostegno di una reale strategia di rilancio industriale ed occupazionale del territorio. Le misure regionali dell’accordo di programma sono già operative ed hanno sostenuto 40 iniziative imprenditoriali, con investimenti agevolati nelle Marche di oltre 17 milioni di euro che hanno prodotto 124 nuovi occupati».
Smacchi Secondo il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi la proroga è «una buona notizia per i lavoratori ex Merloni, per la fascia appenninica e per tutta l’Umbria. Una novità che stavamo aspettando e che ci fa guardare con maggiore fiducia al futuro. Si va concretizzando quindi lo scenario delineato dal viceministro De Vincenti nell’incontro di gennaio. Fino ad ora – osserva Andrea Smacchi – troppe opportunità sono state perse a causa della burocrazia, che ha spaventato gli imprenditori, andati altrove ad investire. Snellimento di cavilli e procedure e un tempo supplementare per attuare i progetti sono le ricette giuste per il rilancio di un’area che ha sofferto anche troppo e che aspetta il giusto rilancio. Tutti gli attori – conclude – devono però fare la propria parte. È arrivato infatti il momento degli imprenditori. Mi auguro che possano mettercela tutta e investire sulla dorsale appenninica».
