Una corsia di un supermercato Eurospin

«Eurospin primo per guadagni, ma ultimi per rispetto di chi lavora, rendendo quei guadagni possibili». Lo dicono i sindacalisti in una nota Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil dell’Umbria, all’indomani della pubblicazione dell’annuario economico dell’Esg89 che, dagli anni Novanta, pubblica la top 100 delle imprese umbre per fatturato e utili. E al primo posto di quest’ultima classifica c’è proprio Eurospin che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni di utili, superando sia Cucinelli che l’Acciaieria di Terni. Tuttavia, per le tre sigle sindacali del terziario «in Eurospin continuano i turni massacranti, c’è l’obbligo per gli addetti di farsi carico anche delle pulizie di bagni e parcheggi, c’è un utilizzo improprio delle clausole elastiche e flessibili, senza che vengano retribuite, ci sono irregolarità nei livelli di inquadramento, spesso avvengono trasferimenti coatti in sedi lontane e non vengono pagate le trasferte». In questo senso, lo sciopero proclamato l’agosto scorso, il primo per Eurospin, non ha sortito gli effetti sperati se è vero quello che dicono i sindacalisti e cioè che «l’azienda ha continuato imperterrita per la sua strada, dimostrando una scarsissima sensibilità verso le giuste rivendicazioni dei suoi dipendenti – continuano le sigle sindacali. È questo l’atteggiamento dell’azienda che fa più utili in Umbria? Non ci stiamo e siamo pronti a proseguire la mobilitazione affinché i diritti vengano prima dei profitti».

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