
di D.B.
I lavoratori dell’Europoligrafico tornano a respirare. La mediazione tra sindacati e proprietà della Europoligrafico infatti, storica azienda della cartotecnica che nelle scorse settimane aveva annunciato il licenziamento di 39 lavoratori dello stabilimento perugino, ha portato al salvataggio di 34 lavoratori su 39 (confermati solo i cinque esuberi del settore amministrativo, spostato a Verona), insieme ad un sistema che porta, per i prossimi tre anni, ad un miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori. Per tutti i lavoratori resta comunque sul piatto un anno di cassa integrazione straordinaria a rotazione, fino a febbraio 2012 quindi. L’intesa è stata siglata tra le parti nella giornata di martedì, ed in precedenza era stato approvato dall’assemblea dei lavoratori con 57 voti favorevoli, 20 contrari e un astenuto.
L’accordo Se infatti finora i lavoratori avevano beneficiato di un compenso integrativo fisso (14esima più indennità) pari a circa 2.400 euro netti, ora questa parte fissa di integrativo scende a 1.250 euro, mentre si introduce una parte variabile collegata a presenze (1.250 euro) e produttività (1.500 euro) che potrebbe far salire la cifra complessiva fino ad un massimo di 4mila euro lordi per il primo anno, che negli successivi potrebbero ulteriormente aumentare di circa 500 euro. L’azienda da parte sua, durante l’anno di cassa integrazione si impegnerà ad investire un milione di euro che dovrà garantire il rilancio della produzione e il pieno reintegro di tutta la forza lavoro.
Cgil: intesa innovativa «Si tratta di un’intesa innovativa e sperimentale – afferma Corrado Corradetti, segretario generale della Slc Cgil dell’Umbria – che ci porta al superamento di diversi accordi che risalivano agli anni ’70 e ’80 e che introduce un nuovo sistema di premi e compensi per i lavoratori». «Naturalmente – aggiunge Corradetti – trattandosi di un accordo sperimentale, della durata di 3 anni, nulla vieta in futuro di tornare al vecchio sistema se verificheremo che questo non dà sufficienti garanzie ai lavoratori. In ogni caso – sottolinea il segretario – non abbiamo consentito all’azienda di toccare minimamente il contratto nazionale, come pure ha provato a fare».
La questione fiscale Infine, la Slc Cgil osserva come da questa vertenza sia emersa con forza una questione centrale per molte imprese e per i lavoratori: la questione fiscale. «Aver spostato dal fisso al variabile una parte significativa delle retribuzioni dei lavoratori garantisce un alleggerimento della pressione fiscale non indifferente – osserva ancora Corradetti – e questo mi riporta alle mente quella piattaforma unitaria sul fisco che con Cisl e Uil avevamo costruito e sulla base della quale avevamo impostato una mobilitazione nei confronti del Governo Prodi, con tanto di sciopero unitario. Ora chiedo a loro: che fine ha fatto quella piattaforma? Cambiato Governo il problema è superato? Noi crediamo di no».
