Olio extravergine Dop Umbria

Troppo caldo? La sofferenza di questi giorni sarà ben ripagata a tavola: dopo l’annus horribilis 2014 per la produzione dell’olio, infatti, il clima di questa estate – secondo gli esperti – è un ottimo segnale per la prossima raccolta autunnale. Gli esperti riuniti a Trevi grazie al Comune e all’Associazione nazionale ‘Città dell’Olio’, tra cui l’agronomo della Regione Umbria Paolo Guelfi e il perito agrario Giancarlo Fiorelli, si sono confrontati con il sindaco Bernardino Sperandio e la consigliera delle ‘Città dell’Olio’ Stefania Moccoli. Il ciclo di seminari su “Le stagioni dell’olivo” aveva come tema: “Quando e come difendersi dalla Mosca dell’Olivo” e numerose sono state le domande degli olivicoltori presenti.

No trattamenti inutili Il primo consiglio ai produttori è il no a trattamenti inutili, eliminare le pratiche agronomiche che portano squilibri agli oliveti: ristagni di umidità, eccessiva presenza di azoto, potature inadeguate e preferire l’inerbimento, trinciare l’erba, non erpicare, monitorare con apposite trappole cromotropiche o a feromoni l’eventuale presenza della mosca olearia.

Caldo uccide mosca Le notizie portate dagli esperti hanno rassicurato sul fatto che questa annata olearia non dovrebbe avere le difficoltà della precedente: la temperatura infatti ha un ruolo fondamentale su vitalità e ritmo di riproduzione, gli inverni sotto lo zero e le estati sopra i 34 gradi provocano una mortalità fino al’80% di uova e larve; il caldo di questi giorni è quindi molto utile.

Cosa fare a settembre «Quest’anno i non ci sono le condizioni ideali per lo sviluppo della mosca – ha detto Guelfi -tuttavia da metà luglio è necessario effettuare comunque campionamenti per rilevare il livello di infestazione e controllare sempre i bollettini fitosanitari della Regione Umbria. Inoltre a settembre è consigliabile il trattamento dell’oliveto con prodotti biologici a base di rame anche al fine di combattere altre forme di indebolimento dell’oliveto che sono comparse qua e la: l’occhio di pavone e la piombatura dell’olivo».

Umbria indenne da Xylella Intanto arriva un’altra buona notizia. Il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stata inviata alla Commissione europea la Relazione sullo stato di attuazione delle misure di contrasto alla Xylella Fastidiosa in Italia, il terribile parassita che sta distruggendo piante centenarie in Puglia. La relazione ripercorre cronologicamente tutte le fasi di gestione dell’emergenza fitosanitaria. In particolare è stato messo in evidenza che per la gestione dell’emergenza tra il 2014 e il 2015, in tutto il Paese sono stati avviati controlli massicci al fine di monitorare tutti i contesti territoriali potenzialmente sensibili al batterio. Complessivamente in tutta Italia sono state portate a termine quasi 33.600 ispezioni. In base all’esito di tale attività di analisi, è scritto nella relazione, «l’intero territorio italiano ufficialmente indenne da Xylella f, ad eccezione delle aree delimitate delle Province di Lecce e Brindisi».