«In tre anni il valore di EssilorLuxottica è raddoppiato, con un incremento di 60 miliardi». Lo ha detto il super manager umbro Francesco Milleri, amministratore delegato di EssilorLuxottica, di cui è diventato anche presidente il 28 giugno 2022 all’indomani della morte del fondatore Leonardo Del Vecchio, in una lunga intervista al Sole 24 Ore con cui traccia le coordinate del futuro. I Ray-Ban Meta sul mercato ormai da un anno e mezzo circa hanno già rappresentato un rilevante balzo in avanti verso quegli occhiali intelligenti a cui Milleri sta lavorando. Un altro passetto verso il futuro è stato compiuto questa settimana con la vendita negli Stati Uniti del primo Nuance Audio, un paio di lenti con montatura pensate per chi ha problemi uditivi, e che a breve saranno disponibili anche sul mercato italiano. Ma c’è molto di più.
Intanto Milleri al quotidiano economico ha spiegato che «le montature tradizionali oggi pesano poco sui nostri ricavi, il nostro grande business è quello dell’ottica, della diagnostica, della protezione e della cura» e quindi «i nuovi smartglasses rappresentano lo strumento di accesso ad altri mondi». A ottobre 2023 con Meta sono stati messi sul mercato i Ray-Ban con la telecamera, oggi un anno e mezzo dopo arrivano gli occhiali acustici che, sostiene il tifernate Milleri, «non solo cancellano lo stigma di una limitazione uditiva, ma contribuiscono alla qualità della vita di tutti, abbassando la percezione del livello dei rumori circostanti e amplificando le fonti sonore su cui si concentra l’attenzione, permette di sentire bene in situazioni sociali anche complesse, riducendo i livelli di stress». EssilorLuxottica ha appena acquistato una società francese, Pulse audition, «che con l’IA migliora l’intelligibilità del parlato, ma è solo una delle direzioni di sviluppo su cui ci stiamo concentrando», dice Milleri, ricordando che «come per tutte le innovazioni sappiamo che servirà del tempo», ma sa già che loro «marchi iconici come Ray-Ban svolgeranno un ruolo importantissimo». Però c’è molto di più. Secondo il super manager umbro, infatti, la nuova generazione di smartglasses in un futuro non così lontano avrà la capacità di osservare in modo continuativo l’occhio. Questa – prosegue – sarà la vera rivoluzione che permetterà di rilevare numerosi parametri della nostra salute, dalla pressione all’ossigenazione, e di leggere moltissime informazioni contenute nelle immagini della retina e del fondo oculare. Potrebbero così diventare un potente strumento per una diagnostica avanzata e continua, non invasiva, dello stato di salute delle persone anche prima dell’insorgenza di eventuali patologie. Parliamo oggi dei 500 milioni di nostri clienti che serviamo ogni anno, probabilmente molti di più un domani, a cui potremo migliorare se non perfino salvare la vita con diagnosi tempestive e molto sofisticate».
