Tra il 20 giugno e il 25 luglio nella sola provincia di Perugia ben 259 lavoratori sono stati iscritti nelle liste di mobilità. Posti di lavori andati in fumo da 30 aziende. E altre situazioni sono a forte rischio. L’allarme viene dalla Cgil.
Emergenza continua «Già in precedenza – spiega Alessandro Piergentili, membro della commissione tripartita per le politiche del lavoro – c’erano stati altri lavoratori inseriti nelle liste di mobilità, dalla Commissione provinciale tripartita per le politiche del lavoro della provincia di Perugia. Praticamente persone licenziate che hanno perso il lavoro. Questa continua ad essere la vera emergenza del’Umbria e dell’Italia: il lavoro».
«Qui si misura il cambiamento» Secondo Piergentili «la situazione dell’Umbria e del Paese è caratterizzata dalla crisi, da una crescente disoccupazione e dalla perdita di imprese manifatturiere e dei servizi. Non si esce positivamente dalla crisi se non si determinano investimenti pubblici e politiche industriali che facciano ripartire lo sviluppo, la ricerca e l’innovazione creando lavoro e non bruciando posti di lavoro. Su questo, si misura la capacità della volontà di cambiamento delle classi dirigenti dell’Umbria e del Paese. Sono necessarie scelte ed atti coerenti rispetto alla vera emergenza, scelte ed atti che Cgil, Cisl e Uil hanno più volte elencato e sottoposto la Governo Nazionale ed alla Regione, a partire da un serio piano straordinario per il lavoro in Umbria che dia risposte concrete e praticabili».
Despar in vendita Intanto cresce la preoccupazione per un’altra vertenza aperta. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Perugia e della Toscana si sono riunite mercoledì presso la sede della Confcommercio di Arezzo in merito alla vertenza Despar DueGi srl. La proprietà ha esposto il piano aziendale che prevede la cessione di tutti i punti vendita (36 tra Umbria, Toscana e Lazio) ad altre aziende del settore. Nella prima fase verranno ceduti un primo blocco di 15 negozi in Toscana, mentre i 6 negozi umbri (con circa 100 addetti totali) faranno parte di un secondo blocco di trattativa ancora in via di definizione. In questi giorni la Filcams Cgil provvederà ad informare i lavoratori interessati con le assemblee già programmate. «Alla luce di quanto emerso dall’incontro – dichiara Riccardo Giulivi della Filcams Cgil di Perugia – esprimiamo forte preoccupazione per le prospettive di salvaguardia occupazionale di tutti e 36 i punti vendita e chiediamo l’immediato ricorso alla cassa integrazione straordinaria, al fine di garantire continuità di reddito a tutte le lavoratrici e lavoratori».
