Un passo concreto per garantire sicurezza, legalità e dignità del lavoro nel settore delle costruzioni: è questo l’obiettivo del protocollo di legalità firmato in Umbria dalle associazioni datoriali Ance Umbria, Cna Costruzioni Umbria, Anaepa Confartigianato Umbria, Legacoop produzione e servizi Umbria e dai sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. L’accordo mira a diventare un riferimento per tutte le stazioni appaltanti che vorranno aderire, promuovendo un’applicazione rigorosa della normativa vigente, con particolare attenzione al Codice dei contratti pubblici. L’obiettivo principale è garantire il rispetto delle regole nei cantieri pubblici, prevenendo il lavoro irregolare, garantendo sicurezza e dignità ai lavoratori e contrastando infiltrazioni mafiose e distorsioni del mercato.
Il protocollo Tra i punti chiave del protocollo c’è l’impegno a limitare il subappalto a cascata e a garantire che tutti i lavoratori, sia in appalto che in subappalto, ricevano lo stesso trattamento economico e normativo previsto dal contratto collettivo nazionale edilizia. Inoltre, il documento promuove il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto, contrastando la logica del massimo ribasso, spesso causa di tagli su sicurezza, salari e condizioni di lavoro. Un altro aspetto fondamentale è l’importanza della contrattazione di anticipo, che non ha lo scopo di burocratizzare il sistema, ma di prevenire controversie e garantire il rispetto delle regole fin dal primo giorno di cantiere. Il protocollo rafforza inoltre il ruolo della bilateralità e dei contratti collettivi nazionali dell’edilizia come strumenti essenziali per tutelare i lavoratori.
I commenti Per i segretari regionali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil – Elisabetta Masciarri, Giuliano Bicchieraro e Alessio Panfili – si tratta di un accordo fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro nel settore edile. «Mettiamo al centro i lavoratori, contrastiamo il lavoro irregolare e il dumping contrattuale, favoriamo il lavoro di qualità. Chiediamo alle stazioni appaltanti di assumersi la responsabilità di applicare queste misure per tutelare diritti e sicurezza», sottolineano. Anche il mondo imprenditoriale riconosce il valore del protocollo. Albano Morelli, presidente di Ance Umbria, lo definisce un segnale concreto per garantire sicurezza nei cantieri e una concorrenza leale tra imprese. «Le amministrazioni pubbliche devono limitare il massimo ribasso e il subappalto a cascata, strumenti che favoriscono distorsioni e lavoro nero», aggiunge.
Punto di riferimento Emanuele Bertini, presidente di Cna Costruzioni, sottolinea il ruolo chiave delle amministrazioni nel garantire regolarità e sicurezza nei cantieri sin dalla pubblicazione delle gare d’appalto. «Bisogna mettere tutte le imprese sane nelle stesse condizioni di partenza, tutelando i lavoratori e la qualità dei lavori», afferma. Per Pierangelo Lanini, presidente di Anaepa, il documento rappresenta un passo avanti contro il dumping contrattuale. «Non è accettabile che le imprese corrette si trovino svantaggiate rispetto a chi pratica concorrenza sleale. Servono regole chiare per garantire una competizione equa», dichiara. Infine, Matteo Ragnacci, presidente di Legacoop produzione e servizi Umbria, evidenzia l’importanza della legalità e della trasparenza nei lavori pubblici. «Come imprese siamo pronti a fare la nostra parte per prevenire infiltrazioni mafiose e garantire la sicurezza nei cantieri», assicura. Sindacati e associazioni datoriali auspicano che il protocollo venga adottato da un numero crescente di stazioni appaltanti, diventando un punto di riferimento per tutto il settore delle costruzioni in Umbria.
