La Banca centrale europea (Bce) ha deciso di mantenere stabili i tassi d’interesse, confermando per la seconda volta consecutiva la pausa dopo un periodo di tagli durato circa un anno. Attualmente, il tasso sui depositi è al 2%, quello sul rifinanziamento principale al 2,15% e quello su rifinanziamento marginale al 2,4%. Questa decisione arriva in un contesto di economia europea che mostra segnali di stabilità, con un’inflazione intorno al target del 2% e una crescita economica in lieve ripresa per il 2025.
L’economista Giorgio Bellettini, professore ordinario di Finanza internazionale all’Università di Bologna, intervistato da Fanpage.it, evidenzia come questa fase di stabilità possa rappresentare un’opportunità per i risparmiatori di valutare la surroga del mutuo, ovvero il trasferimento gratuito del proprio mutuo da una banca a un’altra con condizioni più vantaggiose. Questa operazione, possibile dal 2007 senza costi aggiuntivi e senza opposizione da parte della vecchia banca, è particolarmente interessante in questo momento di tassi bassi e stabili, anche se richiede un’attenta valutazione delle condizioni offerte dal nuovo istituto di credito. Bellettini sottolinea inoltre che, pur non potendo escludere ulteriori cali dei tassi in futuro, il quadro attuale offre una maggiore certezza rispetto ai mesi precedenti.
Un altro elemento rilevante è il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro, che si è accentuato dopo la decisione della Bce di mantenere fermi i tassi, mentre negli Stati Uniti è previsto a breve un taglio da parte della Federal Reserve. Questo rafforzamento, se da un lato riflette l’attesa di stabilità in Europa, dall’altro comporta uno svantaggio per gli esportatori europei, che ricevono meno euro in cambio dei dollari guadagnati. Inoltre, l’Unione Europea ha recentemente raggiunto un accordo con gli Stati Uniti che elimina alcuni dazi sugli scambi commerciali, segnando un passo avanti verso una maggiore stabilità dopo un periodo di fortissima incertezza causata dalle tensioni commerciali degli anni precedenti.
L’accordo, tuttavia, non è il migliore possibile e il quadro economico nel medio-lungo termine rimane complesso, ma fornisce un punto di riferimento più solido rispetto al passato, contribuendo a un contesto più stabile che ha influenzato anche la decisione della Bce di congelare i tassi.
Per approfondire l’intervista con l’economista Giorgio Bellettini e le implicazioni per i mutui, continua a leggere qui.
