di Daniele Bovi
Nei primi sei mesi dell’anno le imprese della regione hanno utilizzato meno di un quinto delle ore di cassa integrazione in deroga effettivamente contrattate e poi autorizzate dall’Inps. Il dato emerge dalla nota ufficiale diramata giovedì dalla sede regionale dell’istituto di previdenza ed è esemplificativo di come il fattore «paura» operi nell’economia reale.
I numeri Stando ai numeri tra gennaio e giugno sono state effettivamente pagate 1.575.593 ore con un «tiraggio», come lo chiamano gli esperti (ossia il rapporto tra le ore autorizzate e quelle poi utilizzate per davvero), pari al 18%. Nel 2010 invece il «tiraggio», nello stesso periodo dell’anno, era stato del 34%. Scostamenti enormi.
Il fattore paura Abbandonando la freddezza dei numeri ciò significa che negli imprenditori il contesto economico negativo fatto di continue cattive notizie ha generato la corsa a farsi autorizzare ore su ore di cassa integrazione in deroga. Salvo poi decidere, dopo essersi fermati a ragionare e aver misurato con più precisione il polso del mercato, di continuare a produrre senza così continuare a drenare risorse dalle casse dello Stato.
Ordinaria e straordinaria Per quanto riguarda il mese di agosto invece le ore autorizzate (ordinarie, straordinarie e in deroga) sono aumentate rispetto a luglio del 23% a quota 1,2 milioni, concentrate esclusivamente nei settori del commercio e dell’artigianato. Disaggregando il dato però emerge come a fronte di diminuzioni, rispetto a luglio, per ordinaria e straordinaria (-2% e -18%), faccia da contraltare l’aumento del 100% per quanto riguarda la Cig in deroga.

