Dopo la convocazione del tavolo permanente dedicato al comparto vitivinicolo da parte dell’assessore regionale all’agricoltura Simona Meloni, Coldiretti Umbria chiede alla Regione di aprire anche due tavoli di crisi dedicati alla cerealicoltura e all’olivicoltura. La richiesta è stata formalizzata con una comunicazione inviata all’amministrazione regionale nella quale l’organizzazione agricola sollecita un confronto sulle difficoltà che interessano le due filiere, con l’obiettivo di individuare misure a sostegno delle imprese.
La richiesta arriva a poche settimane dalla manifestazione organizzata lo scorso giugno davanti alla Prefettura di Perugia, quando centinaia di agricoltori aderenti a Coldiretti avevano richiamato l’attenzione sulle criticità che, secondo l’organizzazione, stanno interessando i due comparti.
Per quanto riguarda la cerealicoltura, Coldiretti evidenzia come le quotazioni di mercato continuino a collocarsi al di sotto dei costi di produzione. Una situazione che, secondo l’associazione, è determinata dall’aumento registrato negli ultimi anni per carburanti, fertilizzanti, sementi, prodotti fitosanitari, energia e altri mezzi tecnici necessari alle coltivazioni. A incidere sarebbero anche le importazioni provenienti da Paesi nei quali, sottolinea Coldiretti, vigono regole produttive, ambientali e sociali differenti rispetto a quelle applicate agli agricoltori italiani, con effetti sulla competitività delle aziende umbre.
Analoga la valutazione espressa sull’olivicoltura regionale. Secondo Coldiretti Umbria, i produttori si trovano ad affrontare costi di produzione crescenti, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici, mentre il mercato continuerebbe a non riconoscere pienamente il valore economico e qualitativo dell’olio extravergine di oliva umbro. L’organizzazione richiama inoltre le dinamiche dei prezzi lungo la filiera e la presenza di prodotto estero, che, a suo giudizio, contribuiscono a comprimere i prezzi riconosciuti ai produttori e a ridurre la redditività delle aziende.
«La situazione non è più sostenibile – afferma il presidente di Coldiretti Umbria, Albano Agabiti –. Abbiamo chiesto alla Regione un confronto immediato attraverso due tavoli di crisi specifici, perché cerealicoltura e olivicoltura, alla pari del vino, rappresentano pilastri dell’agricoltura umbra che meritano il massimo impegno per la loro tutela e valorizzazione. Se la rotta non sarà invertita, rischiamo di compromettere il futuro di tante imprese che ogni giorno garantiscono produzioni di qualità, occupazione e tutela del territorio. La perdita di redditività rischia infatti di produrre effetti ben oltre il piano economico, favorendo l’abbandono delle campagne e delle aree rurali e l’indebolimento del presidio ambientale assicurato quotidianamente dagli agricoltori».
Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Umbria, Mario Rossi, che sottolinea la necessità di avviare un confronto con la Regione e con gli altri soggetti della filiera. «Siamo a ribadire la necessità di un percorso condiviso con le istituzioni regionali e con gli attori della filiera cerealicola e olivicola. I tavoli di crisi dovranno individuare possibili misure per rafforzare la competitività delle imprese, valorizzare le produzioni umbre e agevolare condizioni di mercato più eque. È necessario dare prospettive alle aziende agricole e assicurare continuità a due comparti strategici per l’economia e l’identità della nostra regione, che non possono essere abbandonati al proprio destino. L’auspicio è quello di una rapida convocazione dei tavoli di crisi, anche sulla scia di quelli di filiera già convocati a livello nazionale».
