«Il nuovo decreto Ristori varato dal governo è una buona notizia per l’Arci e per l’associazionismo di promozione sociale e culturale e rappresenta il riconoscimento del suo ruolo indispensabile nel Paese.
Sono state infatti accolte le nostre richieste per l’istituzione di un fondo destinato a tutti i circoli, alle attività economiche non commerciali degli enti del Terzo settore, correggendo una mancanza per noi inaccettabile che avrebbe portato moltissimi circoli, costretti alla chiusura dalle nuove misure anti Covid, a non essere nelle condizioni di riaprire per riprendere le loro attività». Lo fa sapere l’associazione in una nota.
«È stato ascoltato il nostro grido di allarme, lanciato per richiamare l’attenzione sulla grave crisi che da nord a sud sta colpendo l’associazionismo diffuso di promozione culturale e sociale, e che ha visto l’Arci nei giorni scorsi mobilitarsi in tutta Italia, coinvolgendo oltre 2mila circoli in 15 regioni con la partecipazione di centinaia di migliaia di socie e soci – prosegue Arci -. Siamo consapevoli che la crisi non è passata e che ci attendono ancora mesi durissimi, ma il fondo del decreto Ristori dedicato agli enti del Terzo settore, anche se non risolutivo per l’associazionismo di promozione sociale, è un riconoscimento dell’importanza della nostra funzione e ci permetterà di sopravvivere e continuare a svolgere il nostro ruolo di vicinanza e prossimità essenziale per tantissime persone in tutta Italia. Per non lasciare nessuno da solo».
