Cesaretti qui con Squinzi

Cominciano a vedersi i primi risultati dello sblocco dei fondi per pagare i debiti della pubblica amministrazione. A salutare i decreto ministeriale con soddisfazione è l’Ance, associazione dei costruttori edili.

Le cifre Complessivamente in Umbria sono stati sbloccati oltre 74 milioni di euro di cui 43 milioni e 600 mila euro nel territorio della provincia di Perugia e 30 milioni e 800 mila euro in quello della provincia di Terni.

Gli enti paghino «Ora però – sottolinea il presidente di Ance Umbria Massimo Calzoni – è necessario che gli enti locali procedano immediatamente a pagare le imprese per i lavori regolarmente eseguiti, non si può attendere neanche un minuto di più perché le nostre imprese stanno chiudendo e migliaia di lavoratori sono rimasti a casa». Una boccata d’ossigeno per le imprese dell’edilizia che però attendono che il governo preveda uno sblocco anche per il 2014. L’Ance, inoltre,  ha lanciato una campagna per il monitoraggio del rispetto dei tempi di pagamento da parte della PA.

Si fondono le Confindustrie Intanto nel mondo delle imprese sta per avvenire un fatto storico: sono in programma martedì 21 maggio le due assemblee straordinarie delle imprese associate a Confindustria Perugia e Confindustria Terni. I Soci saranno chiamati ad approvare la nascita di un unico organismo associativo regionale, Confindustria Umbria (1500 imprese, 55mila dipendenti). Le assemblee si svolgeranno in contemporanea, in forma privata riservata alle aziende associate, nelle sedi delle due Associazioni: in via Palermo a Perugia e all’Hotel Garden di Terni a partire dalle 15.30.

Gli obiettivi Il progetto di fusione rappresenta una tappa importante per la rappresentanza sulla base di una visione unitaria del territorio. Questo percorso – cominciato qualche anno fa e portato ora alla decisione dei soci – ha l’obiettivo di far compiere un salto di qualità al sistema in termini di capacità propositiva e di autorevolezza nel confronto con le istituzioni locali. Oltre a ciò, la regionalizzazione si propone di concentrare i servizi, che meglio si prestano a essere prodotti a livello regionale, e di ottimizzare i costi elevando gli standard qualitativi.

Interfaccia dell’azienda «L’operazione – spiegano i presidenti di Perugia e Terni Ernesto Cesaretti e Umbro Bernardini – va nel senso indicato dalla riforma nazionale di Confindustria, attualmente allo studio della commissione guidata da Carlo Pesenti, il quale ha ribadito, proprio alcuni giorni fa, la necessità che la Confindustria del futuro sia agile, flessibile, meno costosa, più vicina alle esigenze degli associati, sia per servizi offerti che per presenza sul territorio. Una vera “interfaccia dell’azienda”. In grado di assicurare una rappresentanza civile e culturale. Noi dobbiamo essere in grado di dare un esempio. Questa nostra scelta vuole essere un atto di responsabilità e di capacità di cambiamento guardando al futuro e non al passato. Come imprenditori vogliamo dimostrare di saper fare e di poter fare».

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