Il ministro Vittorio Grilli ad Assisi (Foto U24)

di Iv. Por.

Una spallata alle politiche di austerità. Il governo sbloccherà i fondi per il pagamento dei fornitori della pubblica amministrazione, allentando i vincoli del Patto di stabilità. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Monti, al termine del consiglio dei ministri prefigurando una serie di provvedimenti lungamente attesi e richiesti dalle imprese e dagli enti locali, ma possibile solo dopo il via libero di Bruxelles, che facendo crescere dello 0,5% il debito libererà in totale 40 miliardi di euro: 20 nella seconda metà del 2013 e 20 nel 2014. In giornata anche i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, si sono detti disponibili a un iter privilegiato per il decreto che dovrebbe sbloccare le risorse. Ma i provvedimenti, al momento, sono solo buone intenzioni.

Umbria Parte di questo stock da 40 miliardi in due anni riguarderà l’Umbria, che vede bloccati circa 2,2 miliardi di euro, di cui 800 milioni di mancati pagamenti alle imprese e il resto di mancati investimenti. Da un primo, approssimativo, calcolo i provvedimenti potrebbero incidere circa sulla metà della quota per i mancati pagamenti. Quindi circa 4-500 milioni. Il problema è che il reale sblocco dei debiti è vincolato alle effettive disponibilità di cassa degli enti pubblici.

Cofinanziamento fondi comunitari Le misure adottate dal governo per l’accelerazione seguiranno quattro filoni. La prima è una deroga alle spese 2013 per i cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali comunitari.

Debiti degli enti locali Per gli enti locali debiti degli Enti territoriali (Regioni ed Enti locali) si agirà attraverso: (1) un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili; (2) l’esclusione del Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province; (3) l’istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali (Regioni ed Enti Locali), con obbligo di restituzione in un arco temporale certo e sostenibile.

Sanità I debiti del comparto sanitario verranno intaccati attraverso la concessione di anticipazioni di cassa, per il pagamento dei debiti relativi a operazioni già conteggiate negli esercizi finanziari precedenti ai fini del calcolo dell’indebitamento netto, che verranno successivamente restituite secondo un piano di rientro finanziariamente sostenibile;

Rimborsi fiscali I rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria.

Boccali: segnale positivo Positivo il commento del presidente dell’Anci Umbria, Wladimiro Boccali. «Anche in seguito alla forte mobilitazione dell’Anci – dice -, i presidenti di Camera e Senato si sono detti pronti a favorire una procedura rapida per lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione. Ora tocca al governo, ma certo è che si apre una breccia nella politica esclusivamente rigorista praticata fino ad oggi, che non ha evidentemente portato lavoro e crescita. Il segnale dunque è positivo, ma naturalmente bisogna aspettare e vedere quali saranno i modi scelti dall’esecutivo per rendere concreto e fattibile questo provvedimento, e non è certamente trascurabile la considerazione che i ritardi ed i tagli dei trasferimenti statali e l’impasse sull’autonomia impositiva hanno svuotato le casse degli enti locali. Adesso è necessario per tutti i Comuni, anche quelli umbri, fare precise verifiche per capire le disponibilità e, di conseguenza, cosa si potrà fare».

I settori in attesa Secondo Confindustria, edilizia, sanità e Ict sono quelle in Umbria che vantano i maggiori crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni. L’edilizia (che in Umbria ha crediti per circa 50 milioni secondo le stime Ance) è il comparto che soffre di più sia per l’ammontare dei debiti che per i tempi di attesa. Secondo le stime di Ance sono 226 i giorni che un’impresa deve attendere per vedere pagati i lavori eseguiti e ultimati.

Sistema in crisi «L’Umbria si trova in una situazione di profonda crisi – afferma Ernesto Cesaretti, presidente di Confindustria Perugia – e il suo sistema manifatturiero è in forte contrazione così come gli altri settori, dal turismo ai servizi. La elevata pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro, il costo dell’energia molto più alto rispetto alla media dei nostri concorrenti, la burocrazia che ritarda anche le rare iniziative di investimento, rappresentano già da soli pesanti handicap per la competitività delle nostre imprese. I gravissimi ritardi delle Amministrazioni pubbliche nell’onorare i debiti si innesta in questo contesto e concorre ad aggravare le già critiche condizioni di operatività di tante aziende e gli effetti di una crisi che si prolunga ormai da molti anni. Serviranno anni prima che l’Umbria possa ritornare ai livelli produttivi pre-crisi.  In questo clima, sarebbe un fatto molto positivo, dal punto di vista pratico ma anche psicologico, se si riuscisse a ottenere un allentamento delle maglie del Patto di stabilità e a rimettere in circolo almeno parte del denaro dovuto alle imprese».