La riunione del tavolo

di Daniele Bovi

Una «strategia di attacco» e «un nuovo patto» tra chi intende dare un contributo in un’Umbria che è a un bivio e che deve misurarsi con un «rischio tangibile», ovvero quello di non essere più in grado di mantenere l’attuale livello di benessere e di welfare. I virgoletti sono contenuti nel Defr, ovvero il Documento di economia e finanza regionale che in mattinata la presidente della Regione Catiuscia Marini illustrerà alle parti sociali e che Umbria24 presenta in anteprima. Il Defr è il documento che manda in pensione da quest’anno il vecchio Dap e che spiega quello che la Regione vuole fare a proposito di cinque aree tematiche: economica, culturale, territoriale, sanità e sociale. Azioni che si inseriscono in un’Umbria dove si registra una «cauta ripresa»; un’economia regionale per la quale «il pericolo non è cessato anche se il peggio è alle spalle». Nel Defr viene tracciato un quadro di partenza non nuovo: la ripresa, cauta, ha riguardato più che altro le imprese maggiormente dinamiche (le «punte di freccia») e orientate verso l’export; realtà accanto alle quali c’è «un gruppo consistente che non riesce a uscire dal pantano della crisi».

Il quadro Tuttavia segnali positivi nel 2015 sono arrivati da più fronti: domanda interna, aspettative delle imprese, consumi, turismo e più contratti a tempo indeterminato. Tutto bene allora? No, perché l’Umbria rimane quella regione dove il Pil pro-capite nell’ultimo ventennio è cresciuto poco, pochissimo, dove la produttività è calata, dove la gran parte delle imprese innova poco, dove di fronte a un buon livello di istruzione e molti laureati l’offerta di lavoro è orientata a profili professionali di basso livello; insomma, una regione che non tiene il passo della parte più dinamica del paese. Che fare allora? Focalizzando l’attenzione sull’economia e lo sviluppo e nell’ottica di un’economia che deve trovare i propri punti di forza e le proprie peculiarità, secondo palazzo Donini occorre sfruttare bene le possibilità offerte dai fondi europei, orientare le azioni verso la Strategia di specializzazione intelligente adottata dalla Comunità europea e «recuperare uno sguardo lungo», per mettere in campo «scelte, riforme e provvedimenti concreti». Una «nuova fase di riforme» a partire, per quanto riguarda il 2016, dalle agenzie regionali, dalle partecipate e dalle controllate.

Economia Lo scopo, nell’ottica anche di un’amministrazione più semplice (nel corso dell’anno verrà varato anche l’annunciato Piano di semplificazione), è, sulla base delle materie, accorpare e riorganizzare concentrando in un unico soggetto competenze e responsabilità. Ma c’è anche un’altra, estrema, exit strategy: complice il drastico calo delle risorse la Regione «non esclude un progressivo disimpegno finanziario». Innovazione, ricerca, green e smart economy sono i temi di riferimento in campo economico in un’Umbria dove, dalle imprese all’università fino alla PA, i vari mondi dovranno contaminarsi dato che fino a oggi sono «rimasti lontani al di là di proclami e buone intenzioni». I fondi UE della programmazione 2014-2020 saranno concentrarti su innovazione, internazionalizzazione, reindustrializzazione ed efficientamento energetico, e per la Regione rappresenteranno uno sforzo notevole. Le risorse UE ammontano a 1,5 miliardi di euro circa ma i piani vanno cofinanziati da parte di palazzo Donini per un totale di 238 milioni di euro; un impegno annuale da 34 milioni e che costringerà la Regione a ulteriori economie e razionalizzazioni pur cercando di salvaguardare welfare e pressione fiscale.

Tributi, nessun aumento Tra gli impegni presi nel Defr c’è quello di mantenere invariati i tributi nonostante «la definizione del quadro programmatico delle risorse regionali per il periodo 2016-2018 appare pertanto molto difficoltosa» a causa dei tagli imposti a livello nazionale. L’equilibrio dei conti comunque è garantito (i debiti pesano per non più del 16 per cento delle entrate totali) ma ulteriori razionalizzazioni andranno fatte anche per coprire le spese derivanti dal riordino delle Province, in base al quale molti dipendenti di quegli enti (oltre 200) sono passati in forze a palazzo Donini; un costo che non viene coperto da ulteriori stanziamenti nazionali. Oltre al turismo (al quale Umbria24 dedicherà un altro approfondimento) il Defr si occupa ovviamente anche di agricoltura. Anche quest’ultima potrà godere dei fondi della nuova programmazione UE, con l’invito alle imprese a fare innovazione continua e a unirsi in reti e cluster per combattere quel nanismo che è uno dei problemi più noti dell’economia regionale.

Agricoltura e cultura Nel 2016 per quanto riguarda l’agricoltura la giunta ha l’ambizione di varare un «progetto speciale per l’olio e l’olivicoltura umbra» e, in coerenza con questa progettualità, «si lavorerà alla candidatura della fascia olivicola compresa fra Assisi e Spoleto a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco». Grande spazio è dedicato ovviamente ai temi del sostegno all’occupazione, che si sostanzierà nel programma Garanzia giovani, nella crescita delle competenze, nella lotta alla disoccupazione attraverso i contratti di ricollocazione, negli interventi a favore di lavoratori coinvolti nelle crisi e nel sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato. Nel Defr si parla anche di cultura, dove l’elemento centrale è l’obiettivo di approvare nel 2016 una legge quadro regionale in materia di cultura «e della sua valorizzazione coerente con il nuovo contesto istituzionale e finanziario», lavorando a una riaggregazione dell’offerta culturale così «da raggiungere economie di scala significative». «Non si tratta – è scritto nel documento – di ridurre la rete di eventi e di iniziative, ma di costruire forme di “fare cultura” più strutturate e mature». Quanto all’area territoriale, il 2016 dovrebbe essere l’anno della preadozione del Piano paesaggistico e della proposta di legge sul consumo di suolo.

Marini Questo Documento – ha affermato la presidente – è chiaramente il cardine dell’azione programmatica e politica della Regione per il 2016 e per il prossimo triennio». «La Regione – ha proseguito Marini – lavorerà per rafforzare i segni di ripresa economica, sia sul versante della competitività delle imprese che della creazione di posti di lavoro, per portare avanti una nuova fase delle riforme finalizzate ad una pubblica amministrazione più efficiente e qualificata e per realizzare azioni che salvaguardino la coesione sociale ed il servizio sanitario regionale». Quanto al riassetto delle partecipate, Marini ha spiegato che fin dalle prossime settimane si inizierà a lavorare su un progetto strategico che riguarderà società partecipate e servizi pubblici locali (con particolare attenzione al tema dei rifiuti). «Lo faremo con la consueta e doverosa attenzione ai conti pubblici ma anche alla qualità dei servizi». Sul fronte delle infrastrutture invece Marini ha annunciato che nelle prossime settimane insieme al sindaco di Perugia incontrerà il ministro Delrio per parlare del Nodo di Perugia.

Twitter @DanieleBovi

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