Il tavolo sul Defr

In Umbria ci sono segnali di ripresa, anche se restano delle sacche di crisi e l’occupazione non va di pari passo con il Pil. Per questo va creato un «cantiere per un’Umbria 4.0» che sappia «approfondire i temi della crescita e dello sviluppo così da consolidare ed agganciare la ripresa». La proposta è della presidente Catiuscia Marini nel corso della riunione di concertazione sul Documento di economia e finanza 2018-2020 (Defr) della Regione, che si è tenuta a Palazzo Donini alla presenza delle parti economico-sociali e istituzionali.

 

Il Defr Illustrando il Documento, è stato evidenziato come «l’Umbria sta reagendo positivamente alla crisi e nell’ultimo triennio dati, stime e indagini quantitative e qualitative mostrano un trend positivo delle principali “performance” economiche e segnali di ripresa nel mercato del lavoro». L’Umbria, insieme all’Italia – è stato ricordato – ha passato la più grave crisi dal dopoguerra tra il 2008 ed il 2014 che ha portato, in particolare tra il 2008 e il 2009, a perdite di oltre il 30% del valore aggiunto nel manifatturiero e di oltre 5 punti percentuali nelle costruzioni e nei servizi di mercato. Tuttavia nel 2015, secondo i dati Istat, la crescita del Pil umbro è stata dell’1,8%, e quindi nettamente superiore alla media nazionale. Una tendenza confermata anche per il 2016. «Il segno positivo registrato per due anni consecutivi – è stato evidenziato – fa dunque presumere una ripresa non episodica per la regione che inizia ad uscire da una crisi». Trend confermato da numerosi istituti di rilevazione. Restano, tuttavia, sacche di crisi. Il commercio fatica: nel secondo trimestre 2017 le vendite registrano un meno 2,2%, con cali più significativi per il commercio al dettaglio, mentre gli ipermercati registrano un +0,6%. Va bene, invece, l’export e il turismo sembra tornare a crescere dopo lo choc del terremoto. Entrando nel merito maggiori criticità strutturali, nel Defr si evidenzia che queste sono legate «soprattutto al permanere della ridotta dimensione delle aziende umbre, alla qualità dell’occupazione, alla difficoltà di accesso al credito in particolare per le microimprese». Sul versante dell’occupazione nel 2017, non sempre la dinamica sta accompagnando la ripresa. Relativamente alle prospettive, i trend di medio-lungo periodo sono previsti in positivo, anche sopra la media nazionale, sia per la competitività che per l’occupazione.

Strategia della Regione Per la presidente Marini, alla luce di quanto sopra, occorre «individuare misure importanti che possano aiutare le imprese ad essere più competitive e consolidarsi sui settori che abbiamo condiviso. Più attenzione a innovazione e ricerca, internazionalizzazione, rafforzamento dell’export – ha detto -, che sono gli elementi che danno forza anche a lavoro e occupazione. Si tratta, quindi, di operare sulla razionalizzazione della spesa, ma anche sulla concentrazione di risorse su temi centrali: il welfare e la sanità, la ricostruzione nell’area colpita dal sisma, il cofinanziamento dei programmi europei che servono ai settori dell’agricoltura, dell’industria manifatturiera, del turismo che sono i pilastri del nostro sistema produttivo».

Cantiere Umbria 4.0 In questo quadro è dunque necessario che ci sia condivisione da parte di tutti i soggetti coinvolti rispetto all’analisi e al percorso comune da compiere. E’ dunque importante per Marini realizzare «un rapporto fra le forze economiche e sociali e l’istituzione regionale, un nuovo luogo – ha sottolineato – in cui parlare di lavoro e sviluppo per definire azioni e strategie da mettere in atto nel prossimo triennio». Da qui la proposta della presidente, accolta dai presenti, di creare un «cantiere per un’Umbria 4.0» per approfondire i temi della crescita e dello sviluppo così da consolidare ed agganciare la ripresa. «Una ripresa – ha ribadito Marini – che, come dimostrano dati, analisi e previsioni, in Umbria c’è, in sintonia con quanto accade nelle regioni del Centro Nord. Lo dicono le nostre imprese, i servizi, la scuola e l’università che questa regione sa esprimere. Il perimetro su cui lavorare – ha proseguito – sarà prioritariamente quello del cambiamento digitale, della discontinuità tecnologica e dell’impatto che essa ha su lavoro e occupazione, un tema che riguarda la società nel suo complesso. E’ un impegno che dobbiamo assumerci nell’interesse dell’Umbria e che è necessario ed urgente per individuare ed attuare il programma di lavoro del prossimo triennio e – ha concluso – per gestire il post 2020 della programmazione europea che avrà uno scenario diverso da quello di oggi».

Manovra Relativamente alla manovra di bilancio la presidente ha sottolineato che, «come in passato, non si è fatto ricorso alla leva fiscale, pur continuando a garantire il cofinanziamento delle politiche europee e le politiche pubbliche, soprattutto nei settori ritenuti prioritari dalla Regione, fra cui sanità, sociale e trasporti. L’innalzamento del rating da parte di Standard and Poor’s del bilancio della Regione, secondo la presidente, ne conferma inoltre, accanto alla affidabilità, anche la qualità».

 

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