Un drone sopra un campo coltivato

Dalle previsioni meteo in tempo reale alle informazioni tarate sulla base degli interessi dell’agricoltore, dalle notizie su bandi, leggi e adempimenti fino alla gestione delle pratiche agronomiche, mappatura dei terreni, monitoraggio da remoto delle produzioni e non solo. Guarda alla transizione digitale delle imprese agricole umbre la partnership sottoscritta da Cia Umbria (la Confederazione italiana agricoltori) con Agricolus, azienda perugina operativa in 67 paesi specializzata nella creazione di software per l’agricoltura di precisione.

L’accordo Attraverso l’accordo presentato martedì, la società ha messo a disposizione delle imprese associate quello chiamato Agriconnect, una dashboard che permette di comunicare con ciascuna azienda, offrendo tutta una serie di servizi in modo gratuito. «Con Agricolus – è stato detto martedì – l’imprenditore agricolo associato avrà la possibilità di aggiornare l’andamento del proprio lavoro in modo da avere uno storico delle attività svolte e dei problemi riscontrati di stagione in stagione».

Bartolini Sottolineando come l’accordo sia in linea con gli obiettivi fissati dall’UE il presidente della Cia Matteo Bartolini ha spiegato che «il paese è in ritardo sulla transizione digitale, anche in agricoltura: oggi su 12 milioni di ettari di superficie agricola utilizzabile, solamente il 4 per cento, vale a dire circa 480 mila ettari, è digitalizzata. Siamo indietro anche sugli acquisti di macchine agricole moderne e tecnologiche: ad esempio, nel 2019 solo il 10% dei nuovi trattori acquistati è dotato di guida satellitare. L’Umbria – ha aggiunto – è fatta per lo più di piccole aziende agricole e, grazie a questo accordo, noi di Cia possiamo accompagnarle nelle giuste scelte, riuscendo a calmierare i prezzi e a sostenere le spese per la digitalizzazione facendo sistema».

Cruciani Andrea Cruciani di Agricolus si è detto convinto del «valore aggiunto che gli strumenti digitali possono portare nelle attività degli agricoltori. Serve un cambiamento culturale, la digitalizzazione avviene per step, attraverso la raccolta delle informazioni, il crop scouting (monitoraggio in campo delle fitopatie), le annotazioni sul diario digitale al posto del foglio di carta. Si tratta di una transizione digitale dal punto di vista amministrativo, gestionale e agronomico – ha concluso – fino ad arrivare ad un’agricoltura 5.0 che utilizza l’intelligenza artificiale, il robot sul campo e fa del ‘cross data’ la guida per le decisioni aziendali».

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