di Barbara Maccari
Il comune di Umbertide ha aderito alla «Carta di Matera» delineata dalla Confederazione italiana agricoltori, il patto è stato firmato dal sindaco, Giampiero Giulietti, e dalla presidente locale della Cia, Giovanna Tacconi.
Con gli agricoltori il comune dovrà stabilire rapporti, stipulare accordi, definire indirizzi di lavoro, concordare programmi di attività, lavorare insieme per l’attuazione di politiche sul territorio a favore di tutta la collettività. Le difficoltà non mancano, sono stati sospesi i benefici sui contributi per gli oneri sociali per le aree svantaggiate, i redditi agricoli sono i più colpiti a causa delle difficoltà di mercato e della inadeguatezza delle politiche, non c’è ricambio generazionale perché i giovani non vedono nell’agricoltura valide prospettive economiche, la mobilità fondiaria è scarsa, i servizi qualificati di formazione e consulenza sono deboli, il reddito in agricoltura è largamente inferiore a quello degli altri settori produttivi, i cittadini delle aree rurali godono di servizi sociali e infrastrutturali certamente inferiori a quelli delle grandi aree urbane.
L’impegno Il comune di Umbertide con la firma del patto si è impegnato a sostenere e difendere in tutte le sedi i benefici economici, sociali e territoriali che l’agricoltura porta con sé. Poi la salvaguardia del terreno agricolo, perché l’erosione della superficie agricola utilizzata è costante ed irreversibile e non può non suscitare allarme e preoccupazione. Occorre porre un freno ad un uso dissennato e confuso del suolo agrario soprattutto determinato dalle azioni non programmate delle opere di urbanizzazione, in particolare per centri commerciali e capannoni industriali. Occorre arrestare questo fenomeno con una gestione accorta degli insediamenti, recuperando una enorme cubatura abitativa, industriale e per servizi da tempo inutilizzata. Si tratta di dare dimensione stabile, condivisa ed universale ad una gestione programmata del territorio compatibile con le esigenze delle aziende agricole anche per quanto riguarda gli investimenti per le energie rinnovabili. Infine occorre porre attenzione alla capacità di gestione dei terreni demaniali, a vario titolo in possesso degli enti locali. Inoltre il comune si impegnerà ad una maggiore diffusione dei servizi per le aziende rurali, semplificando i rapporti. Si parla di servizi civili e sanitari, infrastrutture di comunicazione informatica e per la mobilità delle merci e delle persone. È altresì necessario il rafforzamento della macchina amministrativa per ottenere il duplice risultato di migliori servizi a fronte di una più equa e sostenibile gestione dei tributi, tariffe e fiscalità di carattere locale. Le imprese richiedono alla pubblica amministrazione efficienza di funzionamento e speditezza di relazione a tutti i livelli.
Sportello unico per le imprese Una proposta per semplificare è la messa in funzione dello «sportello unico per le imprese». D’altro canto le imprese agricole sono dotate di attrezzature e macchinari e dispongono di professionalità che bene possono essere impiegate dal comune in attività e servizi che possono essere messi a disposizione: manutenzione del verde pubblico, manutenzione e gestione di aree a demanio forestale, attività di emergenza nel verde ed in generale sul territorio comunale. In questo contesto rientrano anche quelle iniziative che riconoscono nell’agricoltura una funzione sociale di accoglienza, tutela della persona e didattica ambientale, le fattorie sociali, gli «agriasili», le fattorie didattiche ed altre forme di accoglienza.

