Salario, orario, welfare, stabilizzazione del lavoro, tante le questioni che i sindacati metalmeccanici intendono affontare in sede di rinnovo del contratto nazionale. La trattativa però, come noto, ha subito uno stop e la risposta è stata lo sciopero di otto ore. In Umbria massiccia adesione all’iniziativa di mobilitazione.

Sciopero metalmeccanici Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, nell’acciaieria di Terni Arvedi-Ast, dove si è tenuto anche un presidio davanti alla portineria centrale di viale Brin, oltre il 90% delle tute blu ha incrociato le braccia; e l’adesione registrata tra i dipendenti delle ditte dell’indotto ha toccato quota 85%. In tutta la regione, la media dell’adesione allo sciopero è pari all’80%, la stessa percentuale che si è registrata nella fabbrica di marmitte ternana Faurecia e nella Terex di Umbertide. Alla Polplastic il 75% dei lavoratori ha supportato l’iniziativa tesa a riprendere le trattative con Federmeccanica e Assistal per rinnovare il contratto scaduto a giugno facendo leva sulle proposte targate Fim, Fiom e Uilm, votate da lavoratrici e lavoratori del settore.

Ast Per i sindacati metalmeccanici di Terni quella di venerdì 21 febbraio è anche la giornata del confronto con eurodeputati e parlamentari umbri per fare il punto sulla questione Arvedi-Ast, sull’Accordo di programma in bilico e sulle possibili soluzioni per abbattere il costo dell’energia. Il testo dell’intesa, che a detta del ministro Urso sarà firmata a fine mese (ma non c’è ancora convocazione a Roma) non è noto, né lo sono le proposte contro il caro bolletta presentate dalla presidente dell’Umbria Proietti al ministro Pichetto Fratin. Sul tavolo anche quella proposta da Bandecchi che coinvolgerebbe la centrale Edison del Polo chimico. Diversi insomma i nodi da sciogliere e i sindacati, sin qui tenuti a margine della discussione, intanto ampliano la platea degli interlocutori. Le parti si incontreranno nel pomeriggio nella sede della Cisl.

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