Ci sono 38 milioni di euro in più nelle casse dei distretti umbri che esportano, per i primi tre mesi di quest’anno in rapporto all’anno precedente. E, a fare la parte del leone è l’abbigliamento: primo tra tutti la maglieria. E’ ovvio che nel distretto del ‘Perugino’ a trainare sono i fatturati del re del cachemire Brunello Cucinelli. L’andamento dell’export 2023 è immortalato da Monitor dei distretti di Intesa San Paolo.
Nel primo trimestre del 2023 le esportazioni dei distretti umbri hanno raggiunto il valore di 243,8 milioni di euro, in crescita di oltre 38 milioni rispetto al primo trimestre 2022 (+18,8%); questo risultato è ancora più rilevante in considerazione del buon andamento già registrato l’anno scorso (+22,1%) quando l’export aveva già abbondantemente superato i valori pre-Covid in tutte le specializzazioni monitorate. Una parte di questi risultati continua ad essere spiegata dall’aumento dei prezzi alla produzione esteri, che a livello nazionale, pur mostrando un rallentamento, sono saliti nel manifatturiero del 6,9% nel primo trimestre 2023. Il contributo principale alla crescita dei primi tre mesi è legato al distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia che ha realizzato vendite all’estero per circa 165 milioni di euro (+32,8% tendenziale), con un incremento diffuso sia al comparto dell’abbigliamento (+39%), sia alla maglieria (+16%); dal punto di vista dei mercati di destinazione si rafforza il presidio del mercato americano, con una crescita dell’export verso gli Stati Uniti del 42%, oltre al buon andamento registrato nei principali mercati europei come la Francia (+27%), che si conferma come secondo mercato di destinazione, e la Germania (+38%). Il distretto dell’Olio umbro segna, invece, un leggero calo (-3,8% tendenziale) nelle esportazioni: il buon andamento delle vendite verso Spagna (+91%) e Canada (+33%), non hanno compensato le riduzioni registrate negli Stati Uniti (-29%) e in Giappone (-44%), mercato che aveva avuto un forte impulso nel 2022 (+53%). È opportuno evidenziare che il distretto aveva realizzato una crescita importante negli ultimi anni e dopo una buona tenuta nell’anno della pandemia (+4,2%), aveva incrementato le vendite anche nel biennio successivo (+8,5% nel 2021; +22,9% nel 2022).
Sostanziale stabilità per il distretto del Mobile dell’Alta Valle del Tevere (-0,4%) che nel primo trimestre 2023 ha confermato il valore di 24,2 milioni di euro di esportazioni. In particolare si è assistito a un ridimensionamento verso i primi mercati di destinazione rappresentati da Francia (-11%) e Germania (-11%), compensato con esportazioni verso mercati finora meno rilevanti come Israele e la Repubblica di Corea.
Dopo la buona tenuta mostrata nel 2022, non era scontato confermare un andamento positivo che invece le specializzazioni distrettuali umbre hanno mostrato nel primo trimestre 2023, grazie al traino del segmento moda. Le attese per l’anno in corso scontano ipotesi di rallentamento della crescita mondiale, anche se un sostegno importante può derivare dalla forte spinta dei flussi turistici che rappresentano un driver importante per alcuni comparti come quelli del sistema moda. Sarà importante quindi continuare a valorizzare, anche con il supporto degli investimenti, gli elementi e le caratteristiche che hanno permesso alle produzioni distrettuali umbre di distinguersi come flessibilità, qualità e presidio dei mercati internazionali.
L’export dei distretti umbri nel 2022 ha raggiunto un valore di 943,3 milioni, il 24% in più del 2021 e il 21,9% in più rispetto al 2019. Nel nuovo primo trimestre si registra un valore di 38,5 milioni, ovvero un +18,8%. Nel 2022 rispetto al 2021 l’Umbria ha perso la metà dell’esport con la Russia -48,4%, il 31,1% rispetto al 2019. Nel primo trimestre di quest’anno si registra una ulteriore contrazione del -2,6%. Verso gli Stati Uniti si è cresciuti el 44,6% nel 2022 e del 28,7% nel primo trimestre. Verso la Francia si del 21,9% nel 2022 e del 12,9% nel primo trimestre. Verso la Germania del 8,4% l’anno scorso e del 19,4% nei primi tre mesi di quest’anno. Verso la Spagna si è cresciuti del 50,4% nel 2022 e del 56,2% nel primo trimestre di quest’anno. Verso la Svizzera del 33,7% l’anno scorso e de 8,3 nel primo trimestre, verso il CAnada del 50,2% l’anno scorso e del 47,1% nel primo trimestre, verso la Cina del 63% nel 2022 e dello 0,1% nei primi tre mesi del 2023, verso il Giappone del 27,1% nel 2022, mentre si perde merato per il 7,5% quest’anno. Verso la Repubblica di Corea si è cresciuti del 49,6% nel 2022 e del 10% nel primo trimestre 2023, verso il Regno Unito si è cresciuti del 21,4 nel 2022 e del 23,8 nel primo trimestre, verso Hong Kong del 13,7% nel 2022 e del 11,1% nel primo trimestre 2023.
