di Giorgia Olivieri
L’Italia si conferma il primo Paese del lusso a livello mondiale con 23 aziende nella top cento del decimo rapporto Global powers of luxury goods 2023 di Deloitte e l’Umbria entra in classifica grazie a Cucinelli. La maison di Solomeo cresce velocemente rispetto ai competitors ed è tra le quattro aziende italiane più in crescita dello scorso anno.
Mercato Dal report di Deloitte si riporta che, in seguito ad una prima acquisizione nel 2021 da parte di Cucinelli del 43 per cento del Lanificio Cariaggi, una delle eccellenze mondiali del settore, nel maggio dello scorso anno le quote sarebbero state nuovamente redistribuite. Al momento infatti sia Cucinelli che Chanel possiedono a testa il 24.5 per cento dell’azienda, mentre il restante 51 per cento rimane in mano alla famiglia Cariaggi.
La crescita Inoltre il rapporto Global powers of luxury goods 2023 riporta per il brand Brunello Cucinelli un fatturato di 967 milioni di dollari nel 2022, rispetto ai 842 milioni dell’anno precedente. La maison di Solomeo si classifica al 58esimo posto tra i cento marchi top del comparto luxury, ma il dato più interessante è quello che vede l’azienda al 17esimo posto tra le venti che crescono più rapidamente. La percentuale registrata da Cucinelli è del +14,8 per cento e segue, tra le italiane, il +17.3 di Morellato (gioielli), il +16.9 di Moncler (vestiario) e il +15.3 di Euroitalia (profumi).
Italia vs Francia Interessante notare come l’Italia superi la Francia per numero di aziende ai vertici del mondo luxury: sono 23 contro 7. Importante sottolineare però che le francesi (Lvmh, Kering, con Chanel ed Hermès) rimangono comunque le aziende leader del settore, queste nel complesso generano circa un terzo delle vendite totali del comparto nelle top cento. «La parte del leone continuano a farla i grandi gruppi del lusso – spiega Ida Palombella, co-leader di Deloitte per l’Italia, al Sole 24 Ore – ma anche le aziende italiane, che per i consumatori rimangono un sinonimo di eccellenza e di creatività uniche al mondo».
