di Maurizio Troccoli
Catalizza l’attenzione dei presenti e della stampa, Brunello Cucinelli, alla presentazione del grande evento di moda Pitti Uomo a Firenze con quattro concetti chiave. La piccola umbra appare molto più potente delle sue dimensioni geografiche: probabilmente vista da questo punto di vista, alla nostra regione è restituita la giusta collocazione quanto a capacità di fare bene le cose. La sartorialità dell’azienda Cucinelli, è si merito del suo ideatore e fondatore, ma si nutre di ‘saperi’ umbri a cui, primo tra tutti Cucinelli, ha riconosciuto l’identità umbra, di manualità, artigianalità. Anche nello stile c’è tanto del sentirsi umbri.
Accade così che attraverso la potenza del marchio di questa azienda anche la mitezza della verde Umbria riesce a farsi notare accostandosi a giganti della moda senza arrossire: una sorta di ricompensa alla naturale compostezza umbra. Cucinelli è anche questo tratto: riesce a fare accendere i riflettori su quanto è apparentemente fuori tempo, richiamando concetti antichi, di cui inesorabilmente si ritorna ad avvertirne il bisogno. Come un bene rifugio.
Accade quindi, martedì mattina, che i due principali giornali italiani, Repubblica e Corriere della Sera, nel parlare del grande evento per la moda Pitti Uomo non possono che sottolineare come la scena sia stata occupata dall’imprenditore umbro.
Il suo brand in controtendenza al lusso italiano nel 2024 raggiunge un miliardo e 278 milioni di euro di fatturato, più 12,2% sull’anno precedente. E a proposito dell’andamento generale Cucinelli tiene a precisare alcuni concetti forti, primo: i capi devono durare a lungo; secondo: le imprese non possono pensare di crescere il 40% all’anno; terzo: comprare meno comprare bene; quarto: lo spezzato può essere la soluzione stilistica dell’anno, per acquistare un buon prodotto da combinare con quanto già presente nell’armadio.
«Ogni capo deve avere forza e carattere così da dare risalto alla personalità di chi lo indossa. In altre parole ogni capo acquistato deve fare la differenza e durare a lungo», questo il messaggio di Brunello Cucinelli catturato dai media. Quanto al mercato ha detto: «Negli ultimi anni abbiamo assistito prima a un boom dei profitti esagerato e poi a un aumento dei prezzi insensato: occorre sano equilibrio nelle aspettative di guadagno e anche nei consumi». Ha definito l’appuntamento di Pitti Uomo, la tre giorni di Firenze con i tre della Milano Fashion week «il più importante appuntamento della moda al mondo».
I più grandi brand, la loro visione, la loro capacità di esprimere qualcosa di interessante sul look ma in generale sull’estetica che non può prescindere dai contesti globali, sono presenti qui e puntano a lasciare il segno. Cucinelli l’ha fatto anche così: «Ho un piccolo progetto in azienda – ha poi aggiunto – un piano quinquennale contro il male dell’anima, ho chiesto ai dipendenti di dedicarsi un pochino di più alle persone che lavorano con loro»
