Manca un piano manutentivo concreto, non sono stati pagati istituti, fondi e cessioni del quinto già trattenute ai lavoratori, l’organico si è ridotto all’osso. Questa la situazione all’interno dello stabilimento Sangraf di Narni scalo. Un quadro complesso emerso con tutta evidenza giovedì al tavolo di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, al quale ha preso parte anche Eni per fare il punto sulle procedure di allaccio dell’impianto fotovoltaico per l’idrogeno. Anche da questo punto di vista, l’azienda risulta mancante.
Al centro del summit il tema della ripresa produttiva che, alla luce delle numerose criticità attualmente presenti nel sito industriale, non può certo verificarsi. A margine del confronto le organizzazioni sindacali hanno denunciato ancora una volta un atteggiamento inaccettabile da parte dei vertici aziendali intervenuti in maniera confusa e affatto credibile, avendo sin qui disatteso numerosi impegni. Il Ministero ha quindi ritenuto opportuno convocare la proprietà cinese a stretto giro per tentare di avere un quadro reale rispetto alle sorti dello stabilimento: la prossima riunione al Mimit è in programma per il pomeriggio di lunedì 28 pomeriggio. Nel frattempo i sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec hanno chiesto di fare verifiche con ministero del Lavoro e Regione per la Cassa integrazione straordinaria.


