di M.R.
Drastica riduzione dei lavoratori somministrati e possibilità di esuberi strutturali. Su questi annunci di ristrutturazione aziendale si è interrotta il mese scorso la trattativa tra sindacti metalmeccanici e vertici Faurecia Terni, in un contesto di cassa integrazione straordinaria che investe l’intero organico in forza nel sito di Maratta, con punte giornaliere medie di 50 persone.
Faurecia Stando alle ultime comunicazioni (inizio settembre), 18 dipendenti sono stati posti in cassa integrazione guadagni straordinaria per un periodo di 28 settimane; altri 10 lavoratori per un periodo di 9 settimane e 3 dipendenti per 3 settimane mentre 121 maestranze sono state poste in Cigs breve (flex ordinario settimanale). La Rsu non avendo chiarezza sui metodi di rotazione della cassa lunga ha chiesto un ulteriore incontro che l’azienda, annunciando contestualmente livelli e bonus una tuntum ai lavoratori, ha concesso.
Tubo-automotive Nel frattempo, dato che il complicato contesto Faurecia ha interessato anche il dibattito pubblico, nei giorni scorsi le segreterie dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali. Da quanto trapela, si sarebbe trattato di un confronto esclusivamente interlocutorio: la situazione ancora fluida della realtà industriale delle marmitte, non consente infatti di pianificare iniziative di nessun genere. Al termine della trattativa con l’azienda eventualmente le parti torneranno a incontrarsi. Per i sindacati resta prioritario occuparsi ad ampio raggio del settore automotive e della filiera del tubo in tutte le sue espressioni sul territorio provinciale ternano.
