di C.F.
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Torna a salire la tensione nel polo metallurgico di Santo Chiodo all’indomani dell’incontro in Confindustria tra i vertici del Casti group e le sigle sindacali. Al centro del tavolo i manager della ex Pozzi hanno sistemato un accordo che, nell’ambito della nuova operazione di affitto di Ims e Isotta Fraschini, non prevedeva né il trasferimento alle due newco del Tfr dei lavoratori, né il pagamento degli stipendi arretrati, vale a dire febbraio, marzo e un terzo di tredicesima. Non solo. Con l’affitto dei due rami di azienda le tute blu avrebbero dovuto rinunciare alle maggiorazioni previste per i turni di notte e gli straordinari, fronteggiando al contempo l’aumento del costo del servizio mensa sul quale sarebbe venuta meno la compartecipazione di circa il 60% fin qui sostenuta dalla proprietà.
Lancio di uova Condizioni giudicate inaccettabili dalla cinquantina di operai che per tutto il pomeriggio di mercoledì hanno presidiato gli uffici di Confindustria, dove si è tornati ad assistere al lancio di uova. Di fronte alla rabbia dei lavoratori e all’incredulità dei loro rappresentanti, i manager del polo metallurgico hanno tentato di aggiustare il tiro, rivedendo parzialmente la proposta. Ma la fiducia tra le parti era ormai venuta meno e l’accordo, almeno mercoledì, non è stato firmato. I vertici del Casti group sono poi stati costretti ad abbandonare rapidamente gli uffici di via Palermo fra le grida degli operai esasperati da una vertenza infinita. Già nel gennaio 2013 si era assistito a contestazioni analoghe.
Assemblea Giovedì mattina l’esito dell’incontro è stato naturalmente discusso durante l’assemblea dei lavoratori di Ims, quelli di Isotta sono tutti nuovamente in cassa integrazione dalla settimana scorsa. In fabbrica molti operai hanno chiesto di proclamare lo sciopero, ma il disaccordo di una parte delle maestranze ha spinto i sindacati a indire una votazione, con tanto di bussolotto ed elenco dei presenti. Dei 120 operai Ims che si sono espressi, 70 si sono detti favorevoli all’azione di protesta che scatterà da venerdì mattina e si protrarrà per sette lunghissimi giorni, tanti quanti separano le parti sociali dal nuovo incontro con i rappresentanti del Casti group.
Sciopero In questa settimana i lavoratori presidieranno l’ingresso dello stabilimento di Santo Chiodo e cercheranno ancora una volta sponde tra le forze politiche della città, nel tentativo di dar forza a uno sciopero che punta a ottenere rassicurazioni concrete, specie sul fronte degli investimenti e delle prospettive occupazionali, in relazione alla operazione messa in cantiere.
Tribunale L’ultima parola, comunque, spetta sempre al tribunale di Spoleto chiamato in sede collegiale a pronunciarsi sull’avvio di una nuova procedura di concordato che azzererebbe quella attivata circa due anni fa. Tecnicamente il via libera dei giudici potrebbe arrivare anche senza la firma sull’accordo sindacale, che nella partita ha comunque un peso tutt’altro che secondario. Stoppare la newco e i contratti d’affitto, però, significherebbe decretare il fallimento di Ims e Isotta. In ogni caso all’orizzonte, almeno nell’immediato, si intravedono solo scenari nefasti.
