Anche la Caltiber, storica azienda del calcestruzzo chiude i battenti, vittima della crisi dell’edilizia. A darne notizia il consigliere regionale Andrea Smacchi. Resteranno senza lavoro dal primo gennaio i 46 dipendenti rimasti.
Il triste annuncio «La notizia che era nell’aria da giorni ha trovato conferma purtroppo poche ore fa: a partire dal 1 gennaio 2012 la Caltiber, azienda leader fin dal 1975 nella produzione di calcestruzzo preconfezionato e di acciaio per cemento armato, cesserà l’attività licenziando i 46 dipendenti rimasti in carico». Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) che, a fronte di tale situazione, segnala l’urgenza di «convocare con urgenza il tavolo regionale delle costruzioni, per condividere insieme alle parti sociali una vera e propria strategia per il settore».
Costruzioni martoriate «La chiusura dell’azienda – spiega Smacchi – si inquadra in un contesto più generale drammatico per l’intero settore delle costruzioni che per anni, a partire dalla ricostruzione post sisma, ha rappresentato il volano dell’economia umbra. I dati delle Casse edili di Perugia e Terni – aggiunge – dimostrano senza ombra di dubbio come gli addetti del settore siano calati nell’ultimo biennio di oltre il 25%, così come sono calate le risorse per opere ed appalti pubblici».
Ristrutturazione fallita Con la chiusura dell’azienda Caltiber, dice Smacchi, «scompare un altro pezzo di storia del settore delle costruzioni dell’Umbria. Rimangono senza lavoro gli ultimi 46 dipendenti, dopo che, a partire dal luglio 2010, l’azienda aveva messo mano ad un piano di ristrutturazione che evidentemente non è servito per salvare il prosieguo dell’attività».


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