(Foto Aristóteles Sandoval)

«Oltre a quella sanitaria, c’è un’emergenza economica, ma la salute pubblica viene prima di tutto. Per questo abbiamo donato 8 ventilatori polmonari al servizio sanitario regionale». Lo comunica Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, annunciando la decisione dell’associazione di contribuire alla lotta contro il coronavirus.

Otto ventilatori «Abbiamo sempre sostenuto che le imprese sono innanzitutto una istituzione sociale prima che economica, perché svolgono un ruolo determinante nella creazione di ricchezza e di posti di lavoro. È anche attraverso le imprese che arrivano le risorse necessarie a garantire uno stato sociale accettabile. E noi pensiamo che, da questo punto di vista e pur con tutti i suoi problemi, l’Italia sia un grande Paese perché garantisce a tutti i cittadini cure gratuite adeguate. Il nostro apprezzamento, in particolare, va alle migliaia di operatori sanitari che in queste settimane affrontano in prima linea la pandemia anche a rischio della propria vita. Siamo convinti che, soprattutto in una situazione come questa, i gesti di solidarietà debbano moltiplicarsi e che ciascuno di noi debba fare la propria parte».

Emergenza economica drammatica Per questo la Cna dell’Umbria ha deciso di acquistare otto ventilatori polmonari da donare al servizio sanitario regionale, «per dare – spiega Cesca – un sostegno fattivo nel salvare la vita alle persone che ne avranno bisogno. I ventilatori saranno consegnati alla Protezione civile tra la prossima settimana e quella successiva. Inoltre avvieremo altre azioni per coinvolgere le imprese associate alla Cna per fornire un ulteriore sostegno alla sanità umbra, anche attraverso l’acquisto di dispositivi di protezione. Sappiamo bene – aggiunge Cesca – che l’emergenza economica è altrettanto drammatica. Anche se tardivamente abbiamo accolto molto positivamente il modo in cui il Governo sta affrontando l’emergenza coronavirus: il primo decreto va nella giusta direzione anche se purtroppo non sarà sufficiente ad affrontare i problemi che abbiamo di fronte. Saremo tutti costretti a pagare un prezzo. Però siamo convinti – conclude il presidente di Cna Umbria – che l’Italia sia un grande Paese e che se resteremo uniti e solidali ce la faremo».

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