«Due ventilatori polmonari non pervenuti e una raccolta fondi non quantificata». E’ quello che ha denunciato il consigliere del Partito democratico davanti al consiglio regionale umbro, dopo avere messo in fila segnalazioni e atti che preoccupano rispetto alla questione di una raccolta fondi per attrezzature sanitarie e una conseguente donazione alla Usl Umbria 1, nell’area della Media Valle del Tevere. Dopo il passaggio nell’aula del consiglio regionale, la questione potrebbe sbarcare, a breve, in Parlamento. Questo dicono gli ultimi aggiornamenti. Ma proviamo a riavvolgere il filo della matassa.

La ricostruzione «Il Comune di Todi – ha spiegato Bori – ha promosso la raccolta fondi, il cui beneficiario della donazione risulta essere l’associazione ‘La Rosa dell’Umbria Odv’, (associazione che riceve contributi diretti dal Comune) anche tramite canali ufficiali, in particolare sul sito del Comune di Todi. La raccolta fondi ha goduto di un grande appoggio da parte della popolazione di Todi e della Media Valle del Tevere. Il 25 aprile 2020 il Comune ha pubblicato sul proprio sito l’esito parziale della raccolta fondi, evidenziando come si trattasse di un’iniziativa testualmente ‘promossa dall’Amministrazione comunale’, e comunicando il superamento della soglia di 150.000 euro raccolti, che sarebbero stati utilizzati per l’acquisto di: 1 eco doppler portatile con relativi accessori, per un totale di 17.080 euro, e di 5 ventilatori polmonari per un totale di 118.950 euro. La questione viene resa nota tramite comunicato stampa sul sito del Comune, poi insolitamente rimosso, con la pubblicazione della fattura certificante l’acquisto dei 5 ventilatori e l’attestazione del bonifico effettuato per l’acquisto dei ventilatori; la fattura, del 14 aprile 2020, certifica che l’acquisto era stato effettuato materialmente dalla ‘Rosa dell’Umbria’. Non è mai stata resa nota, pubblicamente, la cifra esatta dell’ammontare della raccolta fondi, che tutt’oggi risulterebbe ancora attiva. Emerge una prima chiara differenza tra la somma che è stata dichiarata all’esito, seppur parziale, della raccolta fondi e quella che effettivamente è stata spesa, di circa 14.000 euro. Restano tuttora non pervenuti i restanti 2 ventilatori polmonari, nonostante siano passati mesi dall’accettazione delle donazioni».

Il Comune nel mirino La ricostruzione di Bori davanti alla giunta continua sostenendo che il sindaco avrebbe circoscritto il suo coinvolgimento al solo rilancio «della raccolta fondi sui canali social del Comune e che non sussistevano atti amministrativi ufficiali», contrariamente a quanto sostenuto dal sindaco di Marsciano sul ‘Messaggero’: «Tutta la parte decisionale e operativa è stata gestita dal Comune di Todi e dalla Rosa dell’Umria’». L’assessore Coletto in aula ha risposto confermando la donazione dell’ecodoppler e l’accettazione dei 5 ventilatori polmonari di cui «2 non consegnati». Perche? «Chiedere al Comune di Todi e all’associazione», ha affermato.

 

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