Lavoratori approvano all’unanimità la proposta di accordo siglata martedì tra Coop Centro Italia e le organizzazioni sindacali. Si è conclusa a tarda notte l’assemblea degli addetti in organico a Le Fontane e al supermercato di Borgo Rivo, 37 quelli che passeranno a Coop e una sessantina potenzialmente interessati al trasferimenti, nell’ambito della quale è stata dettagliatamente analizzata e poi votata l’ipotesi di accordo intorno a cui non è mancata l’attenzione di Forza Italia e M5s. Coop Fontana di Polo aprirà il prossimo 8 novembre.
L’accordo tra Coop e sindacati Nel dettaglio, le sigle Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Terni si riferiscono che nel documento è prevista l’applicazione del contratto nazionale della distribuzione cooperativa da subito a tempo indeterminato; il mantenimento dei livelli di inquadramento (con il riconoscimento di eventuali differenziali economici favorevoli determinati dal cambio di contratto); l’applicazione dell’integrativo con tempi di maturazione differenziata; l’orario di minimo di 20 ore per i part-time (prima non garantito), con previsione di un percorso di crescita; applicazione dell’accordo sul lavoro festivo e domenicale in essere con Coop, che pone un tetto massimo di 17 domeniche lavorative e la chiusura durante i superfestivi; applicazione del capitolo su relazioni sindacali e organizzazione del lavoro (rispetto di pause, riposi, etc.) come previsto dal contratto integrativo Coop.
Saltano scatti di anzianità maturati in Superconti Quello che nella trattativa non è stato possibile mantenere sono invece gli scatti di anzianità maturati con la vecchia azienda, cioè Superconti, «ma siamo fiduciosi – è stato il commento di Desirè Marchetti della Filcams Cgil di Terni – della possibilità di recuperare la perdita economica che si determinerà attraverso l’applicazione di altri istituti presenti nel contratto integrativo, da sempre corrisposti ai lavoratori Coop. In generale, siamo convinti di aver portato a casa un accordo positivo – conclude Marchetti – che prevede una crescita progressiva per i lavoratori, il tutto nell’ambito di relazioni sindacali strutturate, che hanno portato a costruire negli anni occupazione di qualità e crescita professionale per le lavoratrici e i lavoratori».
Per Cgil giudizio complessivo positivo E poi: «Siamo soddisfatti per questo risultato – commenta Desirè Marchetti della Filcams Cgil di Terni – in primo luogo per il mantenimento totale dei livelli occupazionali, che non era per nulla scontato, in una fase di crisi come quella attuale caratterizzata da un drastico calo dei consumi. È evidente, naturalmente, che questo, come ogni accordo sindacale, è frutto di una mediazione tra gli interessi delle parti, raggiunta con senso di responsabilità e in totale condivisione con i lavoratori che, non a caso, hanno approvato, in assemblea pubblica e con votazione all’unanimità, i contenuti dell’intesa nella sua portata collettiva».
Cisl: «Buon risultato» Nella serata di mercoledì è arrivata anche il commento di Fisascat-Cisl «In un quadro normativo in cui, è facoltà delle aziende licenziare i lavoratori in esubero ed assumere ex novo con i contributi economici riconosciuti dal Jobs Act, l’azione delle sigle sindacali rappresenta sicuramente un buon risultato. Con l’accordo sottoscritto i lavoratori perdono l’anzianità di servizio, in quanto nonostante i tentativi fatti per garantire l’anzianità di settore, non è stato possibile ottenere una risposta positiva, Nonostante ciò l’azione dei sindacati si è concretizzata nell’evitare un inquadramento inferiore rispetto alle previsioni contrattuali ma soprattutto sono riuscite a riconoscere a questi lavoratori alcune previsioni del contratto integrativo di Coop Centro Italia, in particolare». Nel dettaglio: «Ai lavoratori sarà riconosciuto il trattamento economico in caso di brevi trasferte, quando fino ad oggi con Superconti le trasferte erano tutte a carico dei lavoratori; l’applicazione delle previsioni in merito al lavoro domenicale e festivo, recependo il riposo nelle giornate super festive e il limite di 17 domeniche lavorabili nell’anno. Ricordiamo che Superconti nella nostra regione si è sempre caratterizzato per una politica aggressiva in merito alle aperture domenicali, determinando di fatto un forte peggioramento delle condizioni di vita e familiare dei suoi addetti. Con questo accordo è indubbio che i lavoratori perderanno una parte della loro retribuzione a seguito dell’azzeramento dell’anzianità, ma è altrettanto vero che ad essi saranno riconosciute condizioni di lavoro che determineranno indubbiamente un miglioramento delle condizioni di vita all’interno del posto di lavoro, ma anche e soprattutto riconoscendo spazi e tempi di riposo assolutamente migliori».
