Cinque mesi di reclusione e duemila euro di ammenda. E’ questa la condanna inflitta dal tribunale di Perugia ad un imprenditore toscano che commercializzava prodotti contraffatti di Deruta. «Il commerciante – informa l’avvocato Giuseppe Caforio, legale del Comune di Deruta – vendeva prodotti contraffatti con il marchio Deruta e con le indicazioni di decorazioni raffaellesche, in violazione della disciplina a tutela dei toponomi e quindi della tradizione della ceramica di Deruta».
Il legale di parte civile «La sentenza – spiega Caforio – è importante perché riconosce la responsabilità penale anche di chi commercializza beni contraffatti, e quindi non solo del produttore, prodotti che nel caso di specie venivano venduti presso un’attività commerciale di Figline Valdarno. La vicenda era iniziata proprio da una denuncia presentata dal sindaco Alvaro Verbena. Il Comune ha già annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno».
Dura battaglia per tutelare la tradizione «L’amministrazione comunale – aggiunge il penalista – da tempo ha intrapreso una dura battaglia contro la contraffazione dei propri simboli tradizionale a cominciare dal toponimo Deruta e ha già ottenuto importi successi giudiziari che stanno avendo una funzione di deterrenza nei confronti di imprenditori che pur non operando a Deruta avevano intrapreso iniziative di produzione appropriandosi illegittimamente dei marchi della cittadina umbra». Il sindaco Verbena ha espresso soddisfazione per questa decisione del tribunale che «gratifica il lavoro della task-force organizzata dall’amministrazione per vigilare e tutelare sulle produzioni derutesi al fine di prevenire ogni forma di contraffazione ed ha assicurato la linea dura contro gli imprenditori disonesti che danneggiano gli artigiani locali».
