
di D.B.
La pesante crisi abbattutasi anche in provincia di Terni non accenna a regredire. A testimoniarlo i dati diffusi lunedì mattina dalla Camera di Commercio di Terni relativi ai protesti registrati nel 2010. Secondo l’ente infatti al 31 dicembre dell’anno scorso i protesti sono aumentati rispetto al 2009, passando da 4.832 a 5.137. In particolar modo è stato pesante il secondo trimestre dell’anno, in cui si è registrata un’accelerazione del fenomeno. Se, infatti, da gennaio a giugno la tendenza è stata positiva, con un decremento sia nel numero totale dei titoli di credito (meno nove per cento) che nell’ammontare degli importi (meno 18 per cento), tra luglio e dicembre c’è stata l’esplosione con un aumento dei titoli protestati pari al 16 per cento.
Cambiali e assegno «cabriolet» Ad aumentare di più, come riporta la Camera di Commercio, sono le cambiali che passano dalle 3.523 del 2009 alle 3.777 del 2010. Dati non certo migliori arrivano dal numero delle cosiddette cancellazioni, ossia dal numero di coloro che ce l’hanno fatta a saldare i propri debiti. Nel 2009 erano state cancellate 702 cambiali, mentre nel 2010 sono state solamente 410. Nel 2008 e nel 2009 la crescita del numero dei protesti è stata costante, passando dalle 4.224 del 2008 alle 4.832 del 2009 fino a sfondare, nel 2010, quota 5mila. A dimostrare invece una certa cautela da parte di consumatori e imprese, c’è il dato relativo all’importo medio dei protesti, sceso in un anno di quasi 500 euro, passando da 2.725 a 2.244 euro. Da segnalare poi il lieve decremento degli assegni scoperti, passati da 1.105 a 1.065.
Cipiccia: si diffondono effetti negativi della crisi «Gli ultimi dati appena pubblicati dal nostro ufficio protesti – commenta il presidente della Camera di Commercio di Terni Enrico Cipiccia – mostrano un aumento dei titoli protestati a dimostrazione che gli effetti negativi della lunga crisi economica si stanno diffondendo su un numero maggiore di transazioni».
