di Gabriele Beccari
Integrare politiche commerciali e turistiche, utilizzando dati e competenze condivise per rendere più attrattive e vivibili le città: Perugia e Bergamo hanno lanciato lunedì alla Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni il progetto «Distretti del commercio: il futuro delle nostre città», iniziativa sostenuta dalla Confcommercio e dalle Università delle due città. Tra innovazione digitale e scambio di esperienze consolidate, il progetto punta a trasformare i centri storici in spazi vivi, aperti e strategici per cittadini e imprese. Il progetto prevede un biennio di attività, tra cui scambi formativi tra i funzionari delle due associazioni e coinvolgimento di borsisti universitari per analisi e ricerche.
La collaborazione Vie dello shopping che si spopolano, saracinesche abbassate e piazze sempre meno vissute: è l’immagine che accomuna tante piccole e medie città italiane, e Perugia e Bergamo non fanno eccezione. Proprio per invertire questa tendenza, le due città hanno deciso di allearsi e puntare sui Distretti del commercio, visti come strumenti capaci di riportare vita nei centri storici e restituire funzioni sociali ed economiche ai quartieri. Obiettivo è mettere in rete esperienze e strumenti per far funzionare i Distretti come leve di rigenerazione. «I Distretti non sono soltanto uno strumento economico – spiega Michele Biselli, presidente Confcommercio Perugia – ma rappresentano un’occasione straordinaria per riportare vitalità nei centri storici, restituendo spazi vivi e attrattivi alle comunità».
L’esperienza bergamasca Se Perugia è in fase di avvio, Bergamo ha alle spalle quasi vent’anni di lavoro. Il primo Distretto del commercio lombardo risale infatti al 2008 e oggi il modello coinvolge oltre 150 comuni. «C’è un elemento importante che accomuna le nostre due città – sottolinea Giovanni Zambonelli, presidente di Confcommercio Bergamo – il desiderio di portare sviluppo nei territori attraverso la salvaguardia e la rivitalizzazione del commercio tradizionale, cuore pulsante dei centri storici. L’upgrade sul quale noi puntiamo in questo lavoro congiunto è quello dell’integrazione di un sistema di monitoraggio dei flussi attraverso le celle telefoniche. L’analisi di questi risultati può costituire una nuova bussola per indirizzare gli sforzi in chiave di promozione dei centri città».
Perugia Il capoluogo umbro guarda al futuro con l’intenzione di partire subito in maniera innovativa. L’idea è quella di mettere a frutto le esperienze già maturate a Bergamo e unirle agli strumenti digitali del progetto nazionale Confcommercio Cities. Al centro c’è la piattaforma Cities Mobility Analytics, capace di raccogliere e analizzare i dati sui flussi dei visitatori di un territorio e trasformarli in informazioni utili per definire politiche e azioni mirate, rispondendo in modo più efficace alle esigenze di imprese e cittadini.
Gli obiettivi Il progetto promette di guardare al futuro con un approccio guidato dai dati: programmare investimenti basati su numeri e non solo su percezioni, integrare le politiche commerciali con quelle turistiche e formare nuove professionalità legate all’analisi dei dati e allo sviluppo territoriale. L’intesa prevede poi scambi formativi tra i funzionari delle due associazioni e il coinvolgimento di studenti universitari in attività di ricerca. Tecnologie digitali per raccogliere dati sui comportamenti, esperienza di chi ha già costruito modelli di successo, competenze da consolidare e trasferire, rilancio delle imprese e delle città come traguardo ultimo. «Il lavoro da fare è tanto – ha concluso Zambonelli – ma nello stesso tempo molto stimolante. I suoi frutti ricadranno positivamente sulle nostre città, sui nostri territori, su chi li abita o li visita e soprattutto sulle nostre imprese del terziario».
Chi c’era Alla conferenza stampa oltre ai già citati hanno partecipato il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni, l’assessore al commercio del Comune di Perugia Andrea Stafisso, Sergio Gandi, vicesindaco e assessore al Commercio del Comune di Bergamo, il manager del Distretto di Bergamo Nicola Viscardi. Sono intervenuti anche il professor Fabio Forlani e la professoressa Marina Gigliotti dell’Università di Perugia, la professoressa Daniela Andreini dell’Università di Bergamo e Luca Ferrucci, amministratore Unico di Sviluppumbria.
