Lo stabilimento di Ghigiano

di D.B.

C’è sostanzialmente l’impennata dei prezzi dell’energia dietro la decisione di Colacem di spegnere nuovamente l’impianto eugubino di Ghigiano. Una mossa che ha destato preoccupazione e dopo la quale la Regione ha deciso di convocare i vertici dell’azienda per un incontro che si terrà il 3 marzo. L’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni in una nota si dice «fortemente preoccupato per la situazione di difficoltà» di Colacem; «a ridosso – sostiene – di una stagione che deve essere caratterizzata dalla ripresa affidata ai progetti del Pnrr, in particolare quelli legati alle opere pubbliche, non possiamo fermare nella nostra regione produzioni strategiche come quelle del cemento. Gli impatti potrebbero essere estremamente negativi, sia economicamente che sui livelli occupazionali diretti e indiretti. Scenari – conclude – che questa Amministrazione regionale intende evitare affrontando e condividendo con l’azienda possibili soluzioni positive».

Il Css Nello stabilimento eugubino la produzione si è fermata martedì e non è chiaro quando riprenderà. Sullo sfondo c’è anche la questione del Css, il Combustibile solido secondario: recentemente, Colacem insieme all’altra cementeria eugubina (la Barbetti) è stata autorizzata dalla Regione a bruciare fino a 50 mila tonnellate all’anno di Css. Per l’azienda questa sarebbe la soluzione per ridurre i costi ma sulla vicenda da mesi va avanti il dibattito, con annesse polemiche. Venerdì mattina tornerà a dire la sua anche il sindaco Filippo Maria Stirati nel corso di una conferenza stampa convocata per le 12 a Palazzo Pretorio; al centro dell’incontro le «iniziative dell’amministrazione comunale di Gubbio in seguito all’autorizzazione della Regione dell’Umbria all’utilizzo del Css nei cementifici».

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