di Daniele Bovi
Il giudizio è positivo anche se i nodi da sciogliere non mancano. Qualche giorno dopo l’appuntamento di Perugia, dove Busitalia ha fatto il punto insieme ai vertici della Regione su questo primo anno post Umbria mobilità, i sindacati tirano le fila e spiegano ad Umbria24 quali sono i principali dossier da mettere sul tavolo della società del gruppo Ferrovie dello Stato. «Innanzitutto – dice Cristiano Tardioli, Cgil – va ribadito come scegliere Busitalia sia stata una cosa positiva che permesso di salvaguardare posti di lavoro». Bene anche il piano di investimento (oltre 50 milioni promessi per il quadriennio 2015-2018) anche se, guardando a UM Holding, «da parte nostra rimane alta l’attenzione a proposito dei crediti romani e qualche preoccupazione sullo stato dell’infrastruttura ferroviaria c’è: bisogna trovare le risorse per la manutenzione».
Cgil Tardioli sottolinea come nei passati mesi, difficilissimi, sindacato e lavoratori abbiano dimostrato senso di responsabilità e poi, tutti insieme, «abbiamo recuperato produttività senza fare un minuto di sciopero». Entro il 2015 poi, come ha spiegato l’ad di Busitalia Riccardo Mazzoncini, si avvierà la fusione tra UM e Busitalia e verrà applicato il contratto unico nazionale. Un passaggio delicato per i sindacati che non vogliono perdere quanto concordato a livello aziendale. «In questa ottica – dice Tardioli – bisognerà salvaguardare i redditi dei lavoratori. Il contratto nazione è un fatto positivo ma noi abbiamo elementi che arrivano dalla contrattazione integrativa e che vanno inseriti. Va fatta un’armonizzazione senza perdere nulla dal punto di vista economico». Anche gli attuali livelli di produttività poi «vanno salvaguardati perché i lavoratori sul fronte dei sacrifici hanno dato».
BUSITALIA PROMETTE 54 MILIONI DI INVESTIMENTI
Cisl Da ultimo c’è anche la questione relativa al personale stagionale, che secondo la Cgil «va stabilizzato». Sulla stessa lunghezza d’onda la Cisl, che con Gianluca Giorgi dà un giudizio positivo di questo primo anno di Busitalia, «anche se si potrebbe fare di più. Ad esempio – dice – sulla gestione aziendale l’azione dovrà essere più incisiva. Non dico che ci sono ancora strascichi della precedente amministrazione, ma qualcosa in più si può fare». L’armonizzazione sarà un altro punto decisivo dei prossimi mesi: «Di quanto deciso a livello aziendale – spiega Giorgi – andrà tenuto conto durante la trattativa. A livello nazionale la contrattazione aziendale viene incentivata, perché ogni territorio ha le sue specificità». «Per il futuro dobbiamo capire in che modo proseguirà il rapporto con Busitalia» conclude Giorgi che, così come la Cgil, condivide i timori a proposito dell’infrastruttura ferroviaria, «per la quale servono investimenti».
M5S Sulla questione manutenzione interviene anche Cristina Rosetti, capogruppo del M5S nel consiglio comunale di Perugia: «Da diverso tempo – dice – veniamo informati di frequenti rotture dei mezzi di UM con disservizi che si cadenzano pressoché quotidianamente. Rotture improvvise dei mezzi e sistematici ritardi con conseguenze assolutamente spiacevoli per utenti ed automobilisti». «Da quando vi è stata l’acquisizione da parte di Busitalia della società UM Esercizio – aggiunge – nulla sembra cambiato, sul piano dei servizi e della sicurezza, anzi, registriamo un aumento delle lamentele da parte degli utenti e cosa ancora più grave, lamentele del personale di UM che denuncia lo stato precario dei mezzi, per manutenzione e pulizia degli stessi, tra l’altro, più volte comparse su quotidiani locali e media».
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