Una protesta alla Celi (foto archivio U24)

di Mar. Ros.

Pronto l’ennesimo pacchetto di ore di sciopero: i circa 30 dipendenti della nuova Celi di Vascigliano tornano ad astenersi dal lavoro per rivendicare lo stipendio. L’ultima mensilità percepita è quella di settembre e di questi tempi c’è attesa anche per la tredicesima. Da ottobre dichiarato lo stato di agitazione.

Soldi L’adozione dello sciopero da parte dei lavoratori è ormai una consuetudine da inizio anno, ma secondo quanto trapela, stipendi a parte, il quadro complessivo della situazione è ben più grave: i contratti di numerosi dipendenti sono in scadenza (ultimo giorno di rapporto venerdì 18 dicembre) e la nuova proprietà latita. Nessuna certezza, nessun segnale. Piuttosto si registra una ‘non gestione’ del personale e la totale assenza di investimenti.

Agitazione Pare infatti che nella falegnameria, che produce allestimenti di lusso,  non ci sia più acqua potabile perché staccata per morosità e, secondo indiscrezioni, l’imprenditore Nico Valecchi che gestisce la Celi-Deen production sarebbe indietro anche con i pagamenti dell’affitto del capannone, dal quale non è dunque escluso possa essere estromessa. Sempre secondo fonti ufficiose, l’azienda starebbe inoltre  lavorando per una sola commessa, una società di Savona.

Indiscrezioni  Quando, inoltre, qualcosa all’interno del sito produttivo non funziona, la proprietà non si affacci: non è garantita l’efficienza della strumentazione necessaria alla produzione, come non lo sono la salubrità dell’ambiente di lavoro e la sicurezza.Forse, l’imprenditore Valecchi è impegnato a valutare di rilevare qualche altra azienda in difficoltà, come fatto appunto per la falegnameria di Vascigliano e per la Pasta Julia di Spello. C’è chi, sottovoce, parla della Sanfaustino.

Twitter @martarosati28

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