Il presidente Mismetti (foto Fabrizi)
Il sindaco di Foligno, Nando Mismetti (foto Fabrizi-U24)

di Daniele Bovi

I 55 esuberi annunciati (a sorpresa) da Intesa Sanpaolo e il match sui ruoli di direzione infiamma ancora di più la vigilia del via ufficiale (previsto per lunedì) di Casse di risparmio dell’Umbria, la nuova banca unica regionale del gruppo Intesa frutto della fusione tra le quattro Casse locali (Castello, Foligno, Spoleto, Terni/Narni). Sabato a scendere in campo è il sindaco di Foligno Nando Mismetti che con una nota chiede che «gli impegni siano rispettati» e coinvolge la presidente della Regione Catiuscia Marini: «Nella riorganizzazione delle quattro Casse di risparmio dell’Umbria – spiega Mismetti – è necessario salvaguardare i livelli occupazionali e rispettare impegni assunti e ruoli dei singoli territori per la definizione del nuovo assetto istituzionale».

ESUBERI, LUNEDI’ TAVOLO TRA SINDACATI E GRUPPO INTESA

Il puzzle Da una parte, quindi, si chiede di non toccare i 55 dipendenti delle quattro «vecchie» direzioni delle Casse locali (quelli interessati sono 12 a Città di Castello, 14 a Spoleto, altrettanti a Terni e 15 a Foligno), mentre dall’altra si chiede l’equilibrio tra i territori: se il ruolo di direttore generale è nelle mani del 54enne lombardo Vanni Bovi, una carriera dentro Intesa, mentre la sede legale sarà a Terni e quella operativa a Spoleto, è sul ruolo di presidente (candidato il presidente della Fondazione folignate Alberto Cianetti) che serpeggiano dubbi e notizie contrastanti. E quindi Mismetti va all’attacco e chiede il rispetto dei ruoli dei singoli territori in quello che è un puzzle politico-bancario delicato.

Mantenere gli impegni «Secondo quanto riportato, negli ultimi giorni, da alcuni organi di informazione – sottolinea Mismetti – emergono elementi di preoccupazione sulla futura organizzazione di questo nuovo istituto di credito umbro che, se confermati, non risultano coerenti con quanto stabilito nei mesi scorsi. Mi auguro che vengano mantenuti gli impegni assunti con l’intera comunità regionale e che siano garantiti tutti i posti di lavoro. Nelle prossime ore – annuncia Mismetti – interesserò la presidente della giunta regionale perché si faccia promotrice di un incontro con i vertici del gruppo Intesa Sanpaolo per chiarire la questione».

Ronconi: primo atto penoso E così, mentre lunedì si procederà con la fusione e i sindacati, a Milano, si siederanno al tavolo per discutere con Intesa degli esuberi, il responsabile enti locali dell’Udc umbro Maurizio Ronconi sostiene come sia ««penoso che la nuova banca umbra nel certificato di nascita proponga come primo atto la messa in mobilità di decine di dipendenti ed evidenzi una lotta senza quartiere per i ruoli di direzione». «E’ un epilogo scontato – prosegue – e già da tempo immaginato con le sole istituzioni dell’Umbria disattente ed acquiescenti. Ora si tenta di correre ai ripari ma quello che è certo è che si sono privilegiate  vicende personali agli interessi di tutta una comunità». «Una pagina non esaltante – commenta ancora Ronconi – che non fa guadagnare in autorevolezza le istituzioni della regione e che soprattutto archivia la storia gloriosa delle Casse di Risparmio dell’Umbria. Ora c’è da sperare che i politici locali non intraprendano battaglie dal sapore donchisciottesco a difesa dei soliti noti».

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