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di Daniele Bovi

Oltre sette milioni, per la precisione 7 milioni 361 mila euro: è questa la cifra assegnata all’Umbria dal decreto firmato mercoledì dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e da quello dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ripartisce fra le regioni 400 milioni di euro per la cassa integrazione. Secondo quanto spiegato martedì al Senato da Gianfranco Simoncini (coordinatore della materia lavoro della Conferenza delle Regioni), che ha espresso il parere negativo della Conferenza sul decreto sui nuovi criteri di accesso, sono undici le regioni che hanno sospeso, nell’ultima parte del 2013, le autorizzazioni all’Inps per il pagamento della cassa integrazione. Tra queste c’è l’Umbria e secondo una stima del fabbisogno di risorse necessarie per completare l’anno che si è appena chiuso, all’appello mancano un miliardo e 70 milioni di euro. Stando ai conti fatti dalle regioni stesse, all’Umbria servono 6,9 milioni di euro.

Il nodo della riforma A fine novembre agli uffici di palazzo Donini erano arrivate complessivamente oltre 11 mila domande per la cassa integrazione in deroga, relative a 3.100 realtà imprenditoriali. In tutto sono oltre 15 mila i lavoratori coinvolti. Sul tavolo c’è poi il nodo fondamentale relativo ai nuovi criteri per la concessione della cassa in deroga. Stando al testo del decreto interministeriale la durata di concessione del sussidio viene ridotta: nel 2014 al massimo otto mesi, che scendono a sei nel 2015 e nel 2016. Nuovi limiti, in caso di approvazione, anche per la mobilità in deroga: per quei lavoratori che ne hanno già beneficiato per tre anni o più la durata sarà di cinque mesi (più altri tre nel Sud); per quelli con meno di tre anni invece sette mesi più altri tre nel Sud. Nel biennio 2015-2016 si scende invece a sei mesi. In attesa del varo la Regione da parte sua ha prorogato per il 2014 le modalità operative per l’assegnazione in vigore nel 2013.

La proposta Le Regioni dal canto loro, sempre per bocca di Simoncini lanciano la proposta di utilizzare queste risorse per finanziare le autorizzazioni concesse ma rimaste in sospeso. «Nel prendere atto positivamente di questo primo stanziamento – afferma – ho proposto di decidere che queste risorse vengano utilizzate, per le molte Regioni che non hanno copertura per chiudere il 2013, in modo da far scorrere le autorizzazioni sospese dello scorso anno. Mi sembra una decisione di buon senso, un atto dovuto nei confronti ai quelle migliaia di lavoratori che da mesi attendono il pagamento dell’indennità». Di seguito pubblichiamo le cifre relative a tutte le Regioni.

Regione Abruzzo – Euro 12.273.006
Regione Basilicata – Euro 4.156.002
Regione Calabria – Euro 17.763.567
Regione Campania – Euro 24.916.810
Regione Emilia Romagna – Euro 30.866.178
Regione Friuli Venezia Giulia – Euro 5.960.439
Regione Lazio – Euro 33.913.848
Regione Liguria – Euro 8.673.904
Regione Lombardia – Euro 70.736.442
Regione Marche – Euro 11.763.279
Regione Molise – Euro 2.751.578
Regione Piemonte – Euro 29.982.150
Regione Puglia – Euro 34.712.651
Regione Sardegna – Euro 17.313.075
Regione Sicilia – Euro 19.707.710
Regione Toscana – Euro 26.582.188
Regione Umbria – Euro 7.361.760
Regione Valle d’Aosta – Euro 603.415
Regione Veneto – Euro 35.637.246
Provincia Autonoma di Bolzano – Euro 1.966.771
Provincia Autonoma di Trento – Euro 2.357.982.

Twitter @DanieleBovi

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.