È un clima di preoccupazione quello che caratterizza gli ambienti dell’Ugl chimici in relazione alla situazione interna all’azienda Alcantara. La segreteria provinciale del sindacato sottolinea che a partire da lunedì scorso e fino a Pasquetta, il sito di Nera Montoro sarà interessato da un nuovo periodo di cassa integrazione guadagni ordinaria, dopo quello di fine febbraio. Con modalità diverse, questo fermerà o rallenterà molte aree del sito produttivo.
Alcantara «Tale situazione – avverte l’Ugl – risulta ancor più preoccupante se si tiene conto dell’impatto occupazionale. Già negli ultimi mesi del 2023, infatti ben 32 contratti a termine non sono stati rinnovati, e durante una riunione presso Confindustria Terni è già stato annunciato dalla direzione aziendale che altri 37 contratti in scadenza a fine
mese subiranno la stessa sorte».
Il futuro occupazionale Proprio durante la suddetta riunione, fa sapere lo stesso sindacato, si è giunti ad un accordo che, ove la situazione
produttiva lo consentisse e in caso di necessità occupazionale, viene agevolato il rientro dei 69 contratti non rinnovati. «Quello che più colpisce – è il commento – è che oggi stiamo vivendo uno scenario impensabile fino a pochi anni fa quando con l’annuncio dell’investimento per l’aumento della capacità produttiva si evocavano scenari idilliaci con centinaia di
assunzioni. Secondo noi, invece, ci ritroviamo in uno scenario totalmente opposto, dove il calo degli ordinativi, dichiarato dall’azienda, del comparto automotive (principale mercato
di riferimento dell’azienda) tra l’altro in controtendenza con i dati del mercato immatricolazioni dell’auto in crescita, si va a sommare a tutta una serie di problematiche interne che più volte abbiamo sollevato su tutti i tavoli di incontro. Tutte queste problematiche si legano all’investimento che si sta trasformando in una spada di Damocle sulla testa di tutti i lavoratori. Per quanto ci riguarda, torniamo a ribadire che per uscire da questa empasse, si renda necessario un cambio di rotta sotto il profilo organizzativo produttivo e gestionale del quale al momento non vediamo traccia, e, anzi, ci sembra che alcune figure aziendali vogliano far ricadere sui lavoratori la responsabilità della situazione
attuale».
