di Daniele Bovi
Una denuncia penale per truffa contrattuale è stata depositata in Procura della Repubblica dall’avvocato Francesco Falcinelli che tutela gli interessi di Sase, la società che gestisce l’aeroporto San Francesco, in relazione alla mancata restituzione di denaro nell’ambito della vicenda FlyVolare. La neonata compagnia aerea italo-maltese si era presentata a Perugia nell’estate scorsa promettendo l’attivazione di ben nove nuove rotte, nazionali e internazionali, una volta ottenuta tutta la documentazione allora mancante, ovvero il Coa (Certificato di operatore aereo) e la conseguente licenza; documenti mai ottenuti.
La vicenda Nel frattempo però Sase aveva versato alla compagnia come contributo per lo sviluppo delle rotte mezzo milione di euro del quale, dopo un lungo braccio di ferro, solo la metà per il momento è tornato nelle casse del San Francesco. A complicare il tutto anche l’arresto, alla fine del 2017, di Fausto Chiparo, numero uno di Fly Volare. Una vicenda sulla quale ha acceso un faro anche la Procura regionale della Corte dei conti, che ha aperto un fascicolo nelle scorse settimane.
L’avviso Notizie decisamente migliori per l’aeroporto ci sono su altri fronti. Venerdì alle 13 è scaduto l’avviso attraverso il quale Sase si è messa nelle settimane scorse nuovamente alla caccia di una compagnia che abbia l’intenzione di piazzare un aereo di base a Perugia. Questo è stato indicato costantemente come obiettivo dal presidente dello scalo Ernesto Cesaretti per centrare un aumento delle rotte e quindi dei passeggeri. In particolare Sase, che stavolta chiede subito Coa e licenza, vorrebbe «uno o più aeromobili commerciali», destinati «all’attivazione di nuovi collegamenti nazionali e internazionali, con un numero adeguato di rotazioni giornaliere».
Le compagnie Le proposte finite sul tavolo della società, al momento non vincolanti in alcun modo, sono due. In particolare c’è quella della rumena Cobrex che ha messo sul tavolo un Boeing da 148 passeggeri e l’italiana FlyValan con un Atr da 68 posti. Il punto a favore della prima è che permetterebbe allo scalo di fare nuovamente rotta su Bucarest dopo il crac di Wizzair e su Trapani, uscita dall’offerta dopo i noti problemi che riguardano lo scalo siciliano e, in particolare, il ricorso di Alitalia contro un bando della società di gestione che ha convinto Ryanair a dire addio all’aeroporto.
Le rotte Nel network della compagnia ci sono, oltre Bucarest, anche Barcellona, Izmir (Turchia), Suceava e Arad (Romania), Vienna, Verona, Stoccarda, Plovdiv e Sofia (Bulgaria) e Madrid. La seconda compagnia, invece, ha come base Genova e nella sua rete ci sono Trieste, Bruxelles e Barcellona, con l’intenzione di ampliare la flotta, le destinazioni e il numero delle frequenze, nonché aprire «nuove basi operative sul territorio italiano». Parlando invece di voli già attivi, da registrare i numeri oltre le aspettative per quanto riguarda Francoforte. Anche di questo probabilmente si discuterà lunedì, quando si terrà una conferenza stampa con al centro le «novità che riguardano l’aeroporto».
Twitter @DanieleBovi

Il crac di Wizzair?..ma chi l’ha inventato