La Cantarelli Spa va verso la dichiarazione dello stato di insolvenza e l’amministrazione straordinaria. Venerdì infatti la sezione fallimentare del tribunale di Arezzo ha respinto la richiesta di concordato in continuità presentata dai legali della Cantarelli Spa, nota azienda specializzata nella produzione di capi d’abbigliamento per uomo, finalizzata a fronteggiare una crisi finanziaria stimata in alcune decine di milioni di euro. Il tribunale ha ritenuto inammissibile la proposta presentata dalla Cantarelli per sanare i debiti e per proseguire l’attività produttiva e così nel corso della prossima udienza, il 22 ottobre prossimo, verrà dichiarato lo stato di insolvenza. Attualmente l’azienda dà lavoro a 271 dipendenti (150 dei quali erano tornati, circa 20 giorni fa, a produrre nello stabilimento di Terontola, a poche centinaia di metri dal confine con l’Umbria) e ha un indotto di 650 lavoratori tra Toscana e Umbria.
No al concordato Il piano era stato redatto dallo studio Gatteschi e Catacchini e con esso si puntava, attraverso una newco (guidata da Emiliano Rinaldi), al rilancio della storica azienda in grado di fortificare i suoi asset. Documento che però non ha convinto i giudici. Il concordato richiesto dall’azienda, prevedeva il passaggio di 170 lavoratori nella newco, con sede a Terontola, con contratto di solidarietà al 50 per cento per 40 di loro. «Il tribunale di Arezzo con decreto odierno ha comunicato la “non ammissibilità” della SS71 Produzioni, già Cantarelli Spa, – ha scritto nel pomeriggio in un breve comunicato stampa Alessandro Cantarelli – alla proposta concordataria preventiva depositata il 24 luglio e ampliata lo scorso 8 settembre, fissando una nuova udienza il 22 ottobre prossimo. Questo significa che si va verso l’amministrazione straordinaria. Dopo un approfondimento con i professionisti, mi riservo di intraprendere qualsiasi strada percorribile».
Amministrazione straordinaria Scopo dell’amministrazione straordinaria non è la liquidazione bensì la conservazione del patrimonio dell’impresa, mirando al recupero e risanamento dell’azienda dichiarata insolvente così da evitare la dispersione del patrimonio e la perdita di posti di lavoro. Con la dichiarazione dell’insolvenza, che ha gli stessi effetti del fallimento, verrà nominato un commissario (ma potrebbero essere anche tre) che valuterà, legge alla mano ed entro 30 giorni, se esistono «concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico». Solo in questo caso, con la redazione quindi di un piano di ristrutturazione e rilancio, la procedura può andare avanti; altrimenti verrà dichiarato il fallimento.
