Cipiccia e Mencaroni (foto U24)

di Daniele Bovi

Le date da cerchiare sul calendario sono due: 24 e 27 febbraio. La prossima settimana infatti il progetto di fusione delle due Camere di commercio provinciali muoverà i primi passi. Il 24 si riunirà quella di Perugia per deliberare l’avvio del procedimento, e tre giorni dopo quella di Terni con lo stesso ordine del giorno. I tempi sono stretti dato che entro fine mese la decisione va presa. Da lì ci saranno dieci mesi per riorganizzare le strutture e poi, alla fine, nascerà un’unica Camera con un solo presidente, un solo consiglio, una sola giunta e funzioni unificate. Di tutto questo, e non solo, si è discusso giovedì nella sede di Largo Cacciatori delle Alpi dove i due presidenti, Giorgio Mencaroni e Giuseppe Flamini, hanno spiegato ai sindacati quale sarà il percorso.

L’incontro La volontà di andare avanti sulla strada della fusione c’è, con Terni che ha qualche difficoltà di bilancio complice il taglio drastico dei diritti camerali deciso dal governo; diritti, versati dalle imprese, che rappresentano la principale fonte di sostentamento delle Camere. Ai due presidenti le sigle sindacali hanno chiesto il mantenimento dei livelli occupazionali, sia di quelli che riguardano le Camere che quelli delle società partecipate, e l’apertura di un confronto. Mencaroni e Flamini hanno spiegato che questo ci sarà una volta varato il piano di riorganizzazione che farà da base alla fusione. Solo a quel punto i sindacati saranno nuovamente convocati per discutere.

Fusione «Per quello che ci riguarda – dice a Umbria24 Patrizia Mancini della Cgil – quello di giovedì è stato un incontro positivo. Ora verranno avviate le procedure che porteranno al piano di riorganizzazione e da lì valuteremo quelle che sono le esigenze effettive dei territori». La Camera di Perugia intanto in vista della fusione ha varato un organismo, che dovrà supportare in questo periodo gli organi camerali durante le fasi del processo, composto dal presidente Mencaroni, da Aldo Amoni per il settore commercio, da Roberto Giannangeli per l’artigianato, da Aurelio Forcignanò per l’industria e da Marco Caprai per l’agricoltura.

Twitter @DanieleBovi

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