di Ivano Porfiri
Giovannino Antonini non è più nel Cda della Banca Popolare di Spoleto, lasciando quindi il ruolo di presidente, così come voluto da Bankitalia, che aveva chiesto un passo indietro del manager, ma forse sarà presto alla guida della controllante Scs. Non è dato quindi sapere se il braccio di ferro tra l’istituto spoletino e Palazzo Koch sia terminato.
D’Atanasio presidente La decisione arriva dopo settimane di confronti. Al suo posto il Cda ha nominato come presidente lo spoletino doc Nazzareno D’Atanasio, imprenditore del recupero crediti e call center, tra l’altro presidente della Maran Clacio a 5. Assieme alle dimissioni di Antonini, che, stando alla nota emessa dall’istituto, sono arrivate «nell’ottica della salvaguardia dell’azienda», ha fatto un passo indietro anche il consigliere Marco Bellingacci, che ha rinunciato all’incarico di vicepresidente vicario ma resta nel Cda. Se si fosse dimesso, infatti, l’intero consiglio sarebbe decaduto.
Vicepresidente Zuccari «Preso atto dell’irrevocabilità delle dimissioni di Giovannino Antonini e condiviso il primario interesse di assicurare la continuità della gestione – si legge nella nota -, il Cda ha, nella stessa seduta, deliberato di cooptare, in sostituzione del consigliere dimissionario, Michelangelo Zuccari al quale, dopo l’accettazione, è stata attribuita la carica di Vice Presidente Vicario».
Azioni detenute Sulla base delle informazioni della Banca, Giovannino Antonini deteneva al 31.12.2010, direttamente ed indirettamente, n. 5.648 azioni della Banca Popolare di Spoleto. Michelangelo Zuccari, Consigliere non indipendente, è membro del Consiglio di Amministrazione della Spoleto Credito e Servizi Soc. Coop. e detiene, alla data odierna, direttamente ed indirettamente, n. 572 azioni della Banca Popolare di Spoleto. Sulla base delle informazioni della Banca, Nazzareno D’Atanasio, consigliere non indipendente, deteneva al 31.12.2010, direttamente ed indirettamente, n. 807 azioni della Banca.
Presto ricomposizione del Cda «Le decisioni oggi assunte dall’Organo Amministrativo della Banca – conclude la nota – rappresentano un segnale di equilibrio con la funzione istituzionale di Banca del territorio e vedranno completo compimento nella prossima ricomposizione dell’Organo Collegiale».
Verso il vertice di Scs La comunicazione ufficiale giunge al termine di una nottata insonne per i protagonisti (il Cda si è concluso intorno alle 3), dopo una lunghissima giornata tra riunioni ufficiali e capannelli privati, annunci di dimissioni e smentite più o meno di facciata. Il frutto delle riunioni sarebbe la decisione di Antonini di farsi da parte da Bps con la possibile nomina presto alla presidenza della controllante Scs. E se Bankitalia non fosse d’accordo? Da Spoleto fanno sapere che il passo indietro è già un gesto di cui Palazzo Koch può ritenersi più che soddisfatto. Spoleto credito e servizi non rientra negli ambiti di competenza di Bankitalia.
Dimissioni sì o no? Già prima della riunione del Cda della Bps l’attesa era stata condita da voci che segnalavano il presidente Giovannino Antonini e il vice Marco Bellingacci pronti a presentarsi dimissionari davanti ai consiglieri rimasti in carica, dopo le dimissioni di Giorgio Raggi (Coop Centro Italia) e dei 4 rappresentanti espressi da Montepaschi che detiene il 26% della banca (Bandinelli, Antognoli, Sorge e Logi).
Ufficialmente tutto tace La bocca uffciale dell’istituto ha taciuto per tutto il giorno, ma a metà pomeriggio era giunta alle agenzie una nota di smentita delle dimissioni di Antonini e Bellingacci. In verità, dopo il tourbillon di incontri che si sono susseguiti a quello con gli emissari di Bankitalia, martedì 8 a Perugia, per uscire dall’impasse creata dopo i rilievi di Palazzo Koch, la partita si è dimostrata ancora più complessa e intricata di quanto già sembrasse. Il problema di fondo, cioè rinnovare la governance come chiesto da Banca d’Italia, si è scontrato con la ferma volontà di Antonini di difendere l’autonomia dell’istituto umbro, come ha detto nei giorni scorsi, con o senza di lui al vertice.
Cda sospeso Il Cda, che si è aperto intorno alle 15.20, è stato sospeso alle 17. Ignoti i motivi ufficiali, ma il fatto che Antonini e Bellingacci si sono trasferiti al piano di sotto per la riunione del vertice della controllante Spoleto credito e servizi, per presentare il proprio piano di rilancio dell’istituto, ma pare abbiano trovato un muro. Dopo la fine della riunione della Scs, presidente e vice sono tornati a riunire il Cda, fino a stamattina con l’annuncio delle dimissioni. Soddisferà il nuovo assetto i piani alti di Palazzo Koch?


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