di Daniele Bovi
Alzi la mano chi, tra coloro che abitano nel Perugino, non ha visto almeno una volta negli ultimi trent’anni, nella zona industriale di Bastia Umbra, l’insegna di Spazio Tre Arredamenti, mobilificio nato negli anni Sessanta e nel settore uno dei negozi più importanti dell’Umbria. Ecco, da oggi quell’insegna non c’è più. Una notizia di per sé poco rilevante se non fosse per il motivo che ha portato i proprietari a cancellarla. Un passo indietro. Dal 2017 il Comune, guidato dal sindaco Stefano Ansideri, ha deciso di affidare la riscossione dell’imposta sulla pubblicità, attraverso un bando di gara, alla società Dogre, ben conosciuta a Perugia dove per un periodo, prima di gettare la spugna a causa delle troppe difficoltà, la giunta comunale ha accarezzato l’idea di una gestione in proprio. Il problema è che negli ultimi tempi molti imprenditori hanno ricevuto bollettini con cifre più alte rispetto a quelle del passato, e così i titolari di Spazio Tre hanno deciso di cancellare la scritta e di metterne una più piccola, così da pagare meno.
Il racconto Sulla sua pagina Facebook Luca Lilloci di Spazio Tre si è sfogato e a Umbria24 racconta così la storia: «Negli anni precedenti – dice – ci veniva spedito semplicemente un bollettino precompilato con l’imposta da pagare; e noi ovviamente pagavamo. A settembre mi sono arrivati tremila euro di imposta più una sanzione, mentre negli anni precedenti la cifra era di poco più di duemila euro». Il perché è semplice: «Secondo i nuovi gestori i calcoli fatti prima non erano giusti», dato che l’insegna sarebbe più grande rispetto a quanto fissato precedentemente per il calcolo dell’imposta. «Magari – prosegue Lillocci – hanno ragione, ma credo che avrebbero dovuto comunicare meglio le cose, per esempio spiegandoci che per la nostra insegna sarebbero serviti più soldi, e così noi avremmo deciso cosa fare». Invece sono arrivati direttamente i bollettini più la multa.
Più piccola Insomma, un esempio di come impostare i rapporti tra Pubblica amministrazione e contribuenti sul quale si può discutere. «Io – continua – contesto il modo, il metodo; così ci sentiamo presi in giro». Il risultato ora è che l’azienda di Lillocci cancellerà la scritta (i lavori, come si vede dalla foto, sono già partiti) e provvederà a installare un pannello più piccolo, con il risultato di un bollettino meno pesante e quindi di un minore incasso per il Comune. E Spazio Tre ovviamente non è l’unico ad essersi visto recapitare gli aumenti, tanto che starebbe nascendo anche un comitato per discutere il caso: «So – racconta l’imprenditore – che pure altri decideranno di seguire il nostro esempio. Inoltre bisogna dire che paghiamo di più per lavorare lungo una via vecchia, piena di buche e senza illuminazione rispetto ad altre zone più qualificate». Di sicuro la protesta dell’insegna andrà avanti.
Twitter @DanieleBovi

Consiglio di impugnare l’accertamento, previo esame della documentazione.
Ho un’agenzia di assicurazione a Magione, mi e’ successo lo stesso con lo stesso gestore. L’anomalia è che viene usato un modo bulgaro, per la riscossione, cioé l’iscrizione a ruolo.
Anche io rimuovero l insegna
Anche io rimuovero la mia insegna…senza parole
gia rimosse le vetrofanie del mio ambulatorio a bastia
.vergognoso..
Non capisco come mai un’amministrazione comunale come quella di Bastia Umbra, guidata da un professionista, possa permettere questo.
Anche noi per quarantanni abbiamo pagato, regolarmente, questa tassa ed ora ci vediamo maltrattare in questo modo, non mi sembra corretto.