Si aprono spiragli positivi per i lavoratori della Basell che mercoledì mattina a Ferrara hanno manifestato sotto la sede dell’azienda. Secondo quanto riferito al termine di un incontro tra i vertici della società e una delegazione umbra composta dall’assessore Gianluca Rossi, insieme al Sindaco di Terni Di Girolamo ed agli assessori Piermatti del Comune e Rosati della Provincia di Terni, con un gruppo di consiglieri regionali guidato dal presidente del Consiglio Eros Brega, la trattativa con Novamont non sarebbe affatto chiusa.
Trattativa aperta «Dall’incontro avuto a Ferrara con i dirigenti della Basell – ha detto il consigliere del Prc Damiano Stufara – grazie alla forte mobilitazione organizzata dai lavoratori dello stabilimento ternano, è emersa una novità positiva. La trattativa non è affatto chiusa, quindi si riapre la speranza di trovare una accordo».
Basell disponibile «Siamo sempre più convinti che occorre un impegno forte da parte del governo sia per la prosecuzione degli ammortizzatori sociali che vanno in scadenza tra poco sia sul fronte della trattativa privata attraverso azioni di diplomazia economica per sbloccare la vertenza Basell». Commenta così l’evoluzione dei fatti l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi. «In quest’incontro abbiamo avuto la netta sensazione di una sostanziale disponibilità della Basell a continuare la trattativa con la cordata capeggiata da Novamont – ha detto Rossi -, momentaneamente congelata a causa del rifiuto Basell al piano industriale presentato da Novamont. Ma su questo versante bisogna continuare a lavorare perché si possano aprire margini e spiragli di accordo. Questo è l’impegno che continuiamo a chiedere al Governo nazionale dopo aver assicurato che l’Umbria è pronta a fare la propria parte».
Pdl ottimista Stufara torna poi a chiedere «l’autorevole» intervento del governo «oggi del tutto assente per poter arrivare entro fine mese ad un tavolo con il ministro Romani e i dirigenti della Basell». Secondo il Pdl, presente all’incontro con i consiglieri Raffaele Nevi e Alfredo De Sio, va raggiunto «solo un equilibrio economico avvicinando il più possibile i termini della domanda e dell’offerta. Come consiglieri solleciteremo il Governo nazionale a continuare a lavorare per arrivare ad un risultato positivo, nella convinzione che Roma ha fin qui esercitato un importante ruolo di mediazione che ha visto la Basell rendersi disponibile alla cessione aprendo un’unica ed esclusiva trattativa con la Novamont».
Brega: l’Umbria e Terni non si rassegneranno All’incontro che ha fatto seguito alla manifestazione di protesta degli operai ternani davanti alla sede ferrarese, organizzata di comune accordo dai dipendenti e dai sindacati dei due stabilimenti, erano presenti anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e l’assessore provinciale allo Sviluppo economico di Terni, Domenico Rosati. «Ogni iniziativa – ha detto Brega – che possa contribuire a salvaguardare il polo chimico ternano e i lavoratori non va dispersa ma intrapresa con determinazione, soprattutto adesso che abbiamo verificato che la trattativa non è chiusa, perché Terni e l’Umbria non possono rassegnarsi alla chiusura dello stabilimento».
La solidarietà dei deputati Pd Solidarietà agli operai ternani è arrivata anche dai deputati Pd Gianpiero Bocci, Marina Sereni, Carlo Emanuele Trappolino e Walter Verini. Secondo i deputati pd la mobilitazione è servita «per richiamare l’attenzione su una vicenda paradossale, che vede, da una parte, un’azienda italiana della chimica verde avanzare una proposta di acquisto di un’area non più produttiva e, dall’altra, una multinazionale che, dopo aver chiuso lo stabilimento di Terni, ora vorrebbe metterci sopra una pietra tombale per impedire a chiunque di produrre ancora, indifferente ai destini degli oltre mille occupati del polo chimico, delle loro famiglie e della coesione sociale di una città che si trova a fare i conti con importanti ristrutturazioni industriali».


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