Al centro Marco Ambrogi, direttore della filiale di Perugia di Bankitalia

di Ivano Porfiri

Un’economia in crescita, che dovrebbe accelerare nei prossimi mesi agganciandosi al treno del Centro-Nord, dato che l’uscita dalla crisi, come di consueto in Italia, viaggia a due velocità. Ma anche qui questa accelerazione vedrà le imprese più innovative staccare il gruppo e quelle meno propense a leggere i nuovi scenari globali condannate a perdere ancora terreno e, in molti casi a chiudere. E’ la fotografia che scaturisce dall’aggiornamento congiunturale del rapporto annuale della Banca d’Italia sulla regione. «L’Umbria – ha affermato il direttore della filiale perugina Marco Ambrogi – ha agganciato la ripresa. I dati di fine anno dovrebbero essere allineati a quelli nazionali, se non in alcuni casi migliori».

Meglio delle previsioni «Quest’anno finalmente dopo tre anni – ha esordito Ambrogi – il Paese è tornato a crescere. La cosa positiva è che le previsioni di inizio anno sono da correggere in senso positivo. A livello nazionale c’è la possibilità che si sfiori una crescita dell’uno per cento. Anche l’Umbria ha agganciato la ripresa, un dato positivo perché la situazione non è omogenea nel territorio nazionale».

Fiducia nell’industria Secondo la consueta indagine su un campione di 133 imprese regionali, quelle che hanno segnalato un aumento di fatturato nei primi 9 mesi dell’anno (49%) supera nettamente chi ha indicato una riduzione (20%) con un terzo che ha fatto registrare aumenti superiori al 4%. Imprese, però, ancora poco propense a investimenti, data ancora la grande percentuale di inutilizzo degli impianti. Tuttavia, un quarto pianifica un aumento della spesa per il 2016 a fronte di un 16% che pensa a una riduzione.

Traina l’export La crescita, secondo Bankitalia, è dovuta all’aumento della domanda estera e, in parte, di quella interna», anche se «resta il problema di un’inflazione troppo bassa: +0,2-0,3%. La deflazione non è positiva perché incide sulla domanda interna. Per questo la Bce interverrà ancora in senso espansivo entro fine anno». L’export nel primo semestre è cresciuto del 3% a prezzi correnti. Gli aumenti più rilevanti hanno riguardato tessile e abbigliamento (+15%) e le materie plastiche (+26%). Riguardo i Paesi di sbocco crescono le esportazioni nell’Ue, specie Spagna e Regno Unito. Segno più anche verso Asia e Stati Uniti, che hanno compensato il blocco verso la Russia.

Tutti bene tranne l’edilizia In Umbria, ha affermato Ambrogi, «sono ripartiti tutti i settori, con chimica, meccanica e abbigliamento a trainare dato che sono quelli più aperti all’estero e quelli che più hanno innovato». Tutti bene tranne l’edilizia «dove c’è un invenduto enorme. Per avere una ripresa consolidata c’è bisogno che anche l’edilizia riparta. Si stanno monitorando alcuni dati, come la crescita dei mutui per capire se si tratta di surroghe o mutui per veri acquisti di nuove case». Nella prima parte del 2015 sono triplicati i mutui a tasso fisso, dato il forte calo del costo rispetto a quelli a tasso variabile.

Commercio e turismo Bankitalia cita l’indagine Unioncamere sul primo semestre, in cui si segnala un +0,3% di vendite al dettaglio, sottolineando come «i segnali di recupero della domanda si sono consolidati negli ultimi mesi». Vivace il mercato automobilistico con un +20% di immatricolazioni rispetto al 2014. Anche il turismo cresce: nel primo semestre +3,7 di arrivi e +1,1 di presenze. Di sicuro impatto l’aumento del traffico nell’aeroporto regionale che ha fatto registrare un +30,9% di passeggeri.

Sale occupazione e credito Ambrogi segnala anche una «crescita dell’occupazione, specie i contratti a tempo indeterminato, in parte come effetto del Jobs Act quindi di trasformazione di contratti a tempo determinato, ma ci sono anche contratti nuovi». In particolare, il numero di occupati è aumentato del 2,6% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2014. La crescita ha riguardato tutti i settori tranne quello agricolo. Nel complesso il tasso di occupazione è salito al 62,3% (+4,3% di dipendenti e -1,6% di autonomi). L’aumento del numero di assunzioni a tempo indeterminato è stato del 69,3% portando la quota di ingressi al lavoro con questo tipo di contratti al 16,9%. E’ aumentato, però, anche il numero di persone in cerca di occupazione: +1,5% pari a 1.300 unità, il che controbilancia l’aumento degli occupati e fa stabilizzare il tasso di disoccupazione all’11,2% contro il 12,5% nazionale.

Credito Anche il credito fa registrare un andamento positivo. «Finalmente c’è nuovo credito per famiglie e anche imprese – ha affermato Ambrogi – che però solo in parte è andato per finanziare investimenti». Nel primo semestre si è interrotto il calo dei prestiti bancari, che a giugno hanno fatto registrare un +1,5% rispetto al 2014. A beneficiarne soprattutto le aziende più grandi e la pubblica amministrazione. Per quanto riguarda il credito alle imprese nel loro complesso a giugno è aumentato dell’1,3%, stabile quello alle famiglie. I segnali positivi non si sono ancora, però, riflessi sulla qualità del credito: per le imprese il tasso di ingresso in sofferenza si è attestato al 5,3%, mentre per le famiglie il flusso di nuove sofferenze sui prestiti vivi a inizio periodo è risultato immutato (1,5%). Ultima nota sul risparmio, che resta in aumento del 3,5% rispetto al 2014 ma con una crescita che rallenta, in particolare per le famiglie (3,3%).

Marini: «La strada è buona» «Siamo sulla buona strada». Commenta così, la presidente Catiuscia Marini, i dati che «confermano i positivi trend di crescita» e che «vedono l’Umbria addirittura crescere sopra la media nazionale, ci consegnano fiducia». Scendendo nel dettaglio, «n Umbria – ha aggiunto la presidente – i dati indicano una importante crescita dell’export, dell’occupazione specie per i contratti a tempo determinato e un positivo andamento del credito che testimoniano la giustezza delle nostre politiche che in questi anni sono state indirizzate vero il sistema delle nostre piccole e medie imprese, soprattutto per favorire investimenti in ricerca, innovazione tecnologica, internazionalizzazione. Tali dati dimostrano altresì che la nostra regione è fermamente agganciata alle regioni del Centro-Nord. Questi positivi risultati, dunque ci confortano e ci incoraggiano a proseguire in tal senso, come in effetti avverrà con la nuova programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, che abbiamo voluto orientare principalmente proprio nei settori della ricerca e innovazione, investimenti strategici, export e internazionalizzazione». Secondo Marini «anche la manovra economica varata dal Governo e che il Parlamento si accinge ad approvare contiene elementi che puntano a stimolare e favorire ulteriormente la crescita, rafforzando così anche il clima di fiducia che sta accompagnando la ripresa economica. Sono certa che le misure contenute nella Legge di stabilità sosterranno in maniera significativa le imprese e dunque il lavoro e l’occupazione, a partire dalla norma sul superammortamento al 140 per cento per gli investimenti, la diminuzione dell’Ires, l’eliminazione dell’Imu agricola, la proroga della cassa integrazione in deroga e tutte le altre agevolazioni e bonus occupazione previsti dalla manovra. Questo – conclude -, unito alle azioni che come Regione stiamo attuando ed attueremo, rappresenta un giusto mix per rendere robusta la crescita economica».

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